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Le regine del cricket contro le mutilazioni genitali

5 giugno, 2017

Sonyanga Ole Ngais è una stella del cricket in Kenya, capitano del “Masai Cricket Warriors”, uno dei club più titolati del Paese. Ma Sonyanga Ole Ngais non è solo un bravo sportivo e un campione titolato. È anche un giovane uomo impegnato a combattere le mutilazioni genitali femminili nella sua comunità, i Maasai. “Ero molto piccolo, ma ricordo molto bene quando mia sorella ha subìto il taglio ed è stata costretta a sposarsi – spiega in un’intervista -. Le volevo molto bene, lei era molto triste e ha pianto molto quando si è sposata. Era come una mamma per me, si è presa cura di me quando ero piccolo. Quando si è sposata, ho capito che ero rimasto solo. Che non l’avrei più rivista”.

Ben quattro delle sorelle di Ngais (che oggi ha 26 anni) sono state mutilate, costrette ad abbandonare la scuola e date in sposa ancora adolescenti. Il tutto in un Paese – il Kenya – dove le mutilazioni genitali femminili sono state messe al bando ma che, in alcune aree, continuano a essere praticate come retaggio di una tradizione antica e difficile da sradicare.


Nella comunità Maasai, la mutilazione genitale rappresenta un momento importante, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Ma questa pratica lascia segni profondi e provoca gravi conseguenze per la salute delle ragazze che la subiscono. Il dolore atroce per il taglio senza anestesia, il rischio di morire dissanguata o a seguito delle infezioni contratte, i l rischio di sviluppare cisti o avere problemi durante la gravidanza e il parto sono solo alcune delle conseguenze di questa pratica crudele.

Ngais ha deciso di sfruttare il suo talento e la sua notorietà per sfidare i tabù della sua comunità: “Dobbiamo renderci conto che le ragazze hanno i loro diritti e devono studiare. La brutalità delle mutilazioni genitali non serve a nulla”, spiega il ragazzo che nel 2013 ha lanciato il progetto “Maasai Cricket Ladies”. In squadra c’è anche Eunice, 20 anni, la più piccola delle sorelle di Ngais che è riuscita a sfuggire alle mutliazioni genitali e al matrimonio precoce.
Attraverso lo sport è possibile coinvolgere le ragazze anche nelle comunità rurali, renderle consapevoli dei propri diritti e delle proprie possibilità, avviare percorsi di formazione e sensibilizzazione sul tema, oltre che di informazione sulla salute riproduttiva e sessuale (ad esempio il contrasto all’Hiv e altre malattie sessualmente trasmissibili).

Il lavoro di Ngais e degli altri attivisti non è facile, e non sono mancate minacce. “Mi considerano un’emarginata, dal momento che non ho subito il taglio. Chi non sa quali siano i rischi delle mutilazioni genitali ti guarda come se fossi una reietta. Ti disprezzano persino”, spiega Eunice. Il cambiamento non sarà facile “non è una cosa che si può cambiare in pochi giorni o l’anno prossimo – conclude Ngais -. Si tratta di un processo che richiederà anni e anni per concretizzarsi”. Ma nessuno, ha intenzione di arrendersi.

La storia delle giovani giocatrici di cricket è riassunta in questo breve video.

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