Seleziona una pagina

Nel 2024 in India sono stati impediti circa duemila matrimoni in cui la sposa aveva meno di 18 anni. Lo ha dichiarato la ministra per lo Sviluppo delle donne e dell’infanzia, Annapurna Devi, in un’intervista al quotidiano “The Hindu” annunciando il lancio di una campagna (“Bal Vivah Mukt Bharat”) che ha come obiettivo proprio quello di contrastare i matrimoni precoci.

In particolare, la campagna si concentra in nei sette Stati indiani il cui il fenomeno è maggiormente diffuso. L’intento è quello di portare il tasso di matrimoni precoci al di sotto del 5% entro il 2029.

Come evidenzia anche un rapporto Unicef, l’India ha compiuto “notevoli progressi per porre fine al matrimonio infantile”. Tra il 2008 e il 2018 a livello globale sono stati evitati circa 25 milioni di matrimoni precoci in tutto il mondo e il Paese che ha dato il maggiore contributo è stato l’India: la percentuale di ragazze e bambine costrette a sposarsi è passata dal 47% al 27% in dieci anni.

Uno sforzo importante, ma che fino ad ora non è stato sufficiente. L’India è di gran lunga il Paese più interessato da questo fenomeno: il 34% delle spose bambine a livello globale vivono in questo Paese. Ma i matrimoni precoci sono una delle tante forme di discriminazione ai danni delle bambine, delle ragazze e delle donne indiane.

Storia delle lotte per i diritti delle donne in India

La lotta per i diritti delle donne in India ha una lunga storia, caratterizzata da battaglie contro discriminazioni e disuguaglianze. Dall’abolizione della sati (la pratica funeraria che prevedeva che, in caso di morte del marito, la vedova si immolasse sulla pira funebre) e del matrimonio infantile fino ai movimenti contemporanei per la parità di genere, le donne indiane hanno svolto un ruolo cruciale nel cambiamento sociale.

Statistiche chiave sulla disparità di genere

Proviamo ora a sintetizzare con alcuni dati quelli che sono gli ambiti in cui si manifesta maggiormente la disparità di genere ai danni delle bambine e delle donne indiane.

  • Matrimoni precoci: quasi una giovane donna su quattro (il 23%) si sposa prima di compiere i 18 anni. Uttar Pradesh, Bihar, Bengala occidentale, Maharashtra e Madhya Pradesh sono gli Stati dove questo fenomeno è maggiormente diffuso. A dare più facilmente in sposa le proprie figlie ancora minorenni sono le famiglie più povere e meno istruite.
  • Violenze sessuali e stupri sono molto diffusi nel Paese. Secondo i dati del National Crime Record Bureau indiano nel 2022 sono stati denunciati in media 90 casi di stupro al giorno. Si tratta di un fenomeno diffuso al punto che le donne spesso scendono in strada per protestare e chiedere maggiore sicurezza, soprattutto quando avvengono fatti di cronaca particolarmente eclatanti come lo stupro ai danni di una specializzanda in medicina di 31 anni assassinata nell’agosto 2024 in un ospedale di Calcutta.
  • Bassa rappresentanza politica. Storicamente l’India ha avuto figure femminili ai vertici dello Stato (Indira Gandhi è stata la prima donna a ricoprire la carica di primo ministro nel 1980, Pratibha Patil la prima Presidente donna nel 2007), ma il tema della rappresentanza politica femminile, soprattutto quando si guarda alle minoranze, resta aperto. Nel 2023, ad esempio, le donne occupavano solo il 15% dei seggi al Parlamento. Recentemente è stata approvata una legge che riserva alle donne il 33% dei seggi della Camera bassa e nelle 28 assemblee legislative statali. Tuttavia, la piena realizzazione dell’uguaglianza politica richiederà ulteriori sforzi per superare le barriere esistenti e promuovere una maggiore inclusione delle donne a tutti i livelli governativi.

Matrimonio e famiglia: tradizioni e sfide

In India, in particolare nelle aree rurali e negli Stati più poveri, sono ancora in vigore prassi e tradizioni che penalizzano le donne fin da piccolissime. In alcuni casi, fin da prima che vengano al mondo.

  • Preferenza per i figli maschi. In India c’è una radicata preferenza per i figli maschi legata sia a fattori economici per i nuclei più poveri (al momento del matrimonio le spose entrano a far parte della famiglia del marito e devono portare una dote) sia culturali. Questo ha causato il fenomeno degli aborti selettivi ai danni dei feti di sesso femminile e un’incidenza molto elevata dei tassi di mortalità tra le bambine con meno di cinque anni.
  • Matrimonio precoce. Sebbene in India l’età minima per il matrimonio sia 18 anni in alcuni Stati e in particolare nelle aree più povere capita frequentemente che le famiglie facciano sposare le figlie femmine quando sono ancora minorenni. A spingere i genitori verso questa scelta, spesso, è la povertà.
  • Prassi della dote. Tradizionalmente, nel Paese i genitori della sposa versano a quella del futuro marito una determinata somma in contanti o sotto forma di gioielli. Sebbene sia stata vietata nel 1961, la pratica della dote è ancora molto diffusa e contribuisce ad aggravare le discriminazioni di genere: se la famiglia non riesce a soddisfare le richieste, le spose vengono maltrattate o addirittura uccise. Questi episodi sono noti come “dowry deaths”.

Un dettaglio di un matrimonio, le mani di due donne indiane decorate con l’henné © Unsplash

Accesso all’istruzione e all’occupazione

In India, l’accesso all’istruzione per le bambine e le ragazze è ostacolato da numerosi fattori di natura culturale, economica e infrastrutturale. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, infatti, milioni di giovani continuano a incontrare difficoltà nell’ottenere un’educazione adeguata. Solo tre ragazze su cinque, ad esempio, arrivano alla scuola secondaria superiore: matrimoni precoci e discriminazioni di genere sono i principali fattori che impediscono alle studentesse di studiare.

Le famiglie, in particolare quelle più povere, preferiscono investire le proprie risorse per fare studiare i figli maschi. Il mancato accesso all’istruzione si ripercuote sulla possibilità di occupazione: solo il 32,7% delle donne lavora, contro il 76,8% degli uomini. Inoltre, le donne sono maggiormente esposte al rischio di trovare occupazione in agricoltura o all’interno di settori dell’economia informale, con minori tutele e un rischio maggiore di sfruttamento.

In India due ragazze su cinque interrompono gli studi prima di arrivare alla scuola superiore © Unsplash

Violenza di genere e molestie sessuali

L’India viene considerata uno dei Paesi più pericolosi al mondo per le donne. Uno dei fattori che maggiormente incide su questo tragico riconoscimento è sicuramente l’elevata incidenza delle violenze di genere: si stima che il 35% delle donne tra i 15 e i 49 anni ha subito abusi e maltrattamenti da parte del partner. Un dato che si colloca al di sopra della media a livello globale del 27%. Mentre il 6% di tutte le ragazze e le donne indiane ha subito violenze sessuali.

Iniziative e programmi per il miglioramento della condizione femminile in India

Terre des Hommes Italia, attraverso il suo partner locale Terre des Hommes Core Trust, è fortemente impegnato nel miglioramento della condizione delle bambine e delle donne in India.

Nel Tamil Nadu abbiamo creato centri di accoglienza per bambine e adolescenti che si sono trovate in situazioni di abuso, matrimonio o gravidanza precoci, sfruttamento, abbandono e sono sotto tutela del tribunale dei minori.

Qui possono continuare o riprendere il loro percorso scolastico, accedere ad attività sportive e artistiche, seguire corsi professionali e ricevere assistenza medica, psicologica e legale, se necessario.
Vuoi sostenere una bambina indiana? Attiva una adozione a distanza o dona ora.

Share This