La storia di Aya che diventerà dottoressa

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Oltre alle strutture e alle strumentazioni (distrutte o difficilmente riparabili per via della mancanza di pezzi di ricambio), alla carenza di medicinali, a cui si aggiunge l’impossibile fornitura di attrezzature mediche e di laboratorio, inclusa la semplice strumentazione ambulatoriale, sono state danneggiate 16 ambulanze.
Questo ha comportato inevitabili conseguenze sull’erogazione dei servizi e sull’aumento del carico di lavoro del personale rimasto a cui non è possibile far fronte nell’immediato solo con donazioni di medicinali e servizi. Per questo Terre des Hommes ha deciso di scendere direttamente al fianco dei bambini della Striscia di Gaza per contribuire ad assicurare loro  cure specialistiche laddove è possibile (Cisgiordania, Egitto, Gerusalemme, etc.).

Sostieni un bambino di Gaza: il tuo aiuto può salvare la sua vita.

 

La storia di Aya che diventerà dottoressa

 Aya vive con la sua famiglia nel campo di rifugiati di Jabalia, il più popoloso di tutta la Striscia di Gaza.

Frequenta la quinta elementare in una scuola non lontana da casa. Le piace studiare, leggere, disegnare. Le piacciono i colori. Aya è esile, troppo. E’ la terza di cinque figli e a guardarli tutti insieme la differenza si nota eccome. A differenza dei suoi fratelli e anche della sorellina minore, Aya ha bisogno di tante cure per vivere.

Come ogni bambina, ha un rapporto speciale con il suo papà; è proprio lui che inizia a raccontare. Del matrimonio con Nisbat, 18 anni fa, dei sacrifici, della loro vita insieme; della nascita dei primi due figli, e dell’arrivo di Aya, la loro prima bambina.

Anni spensierati quelli, fino all’ottobre 2007. Aya ha 4 anni e un giorno si sente male, vomita, vomita sangue. La corsa in ospedale serve solo a sentirsi dire che probabilmente è scoppiato un aneurisma nell’esofago. I medici non riescono a spiegarne il motivo, si affannano a visitarla, le fanno esami, provano a curarla. Dopo poche settimane si arrendono, le strutture di Gaza non bastano, qui Aya non può essere curata.

Faticosamente, i genitori ottengono un permesso per portare la loro bambina all’Echlof Hospital di Tel Aviv.

A Tel Aviv, i medici rilevano che la milza di Aya è ingrossata. La bambina ha dei blocchi nelle arterie, ripercussioni all’esofago e al fegato. Il suo sistema circolatorio non funziona ma la diagnosi non si trova.

Aveva cinque anni Aya la prima volta che ha varcato il “confine” per essere ricoverata. Da quel momento, la sua vita è scandita dalle notti in ospedale, il silenzio, le visite, le attese.

 Aya deve andare in ospedale una volta al mese. L’ultimo ricovero è stato difficilissimo: tra il 28 gennaio e il 16 febbraio 2014 ha dovuto subire cinque operazioni alle arterie e la rimozione del 60% della milza. I suoi problemi di circolazione le hanno causato fortissimi dolori ai denti e così la lista delle medicine si è ulteriormente allungata.

Il Ministero della Salute palestinese non copre le cure dentistiche, e la famiglia deve pagare di tasca propria. Così, alle spese di viaggio si sono aggiunti 270 euro per le medicine, ogni volta.

La mamma non lavora, il papà fa il tassista e guadagna 300 euro al mese. In questi anni ha dovuto chiedere prestiti che adesso sta restituendo con rate di 140 euro al mese; non restano soldi a sufficienza per prendersi cura della famiglia e garantire le cure necessarie alla sua bambina. Di tanto in tanto riceve aiuto attraverso associazioni e reti di solidarietà’, ma non basta.

Il 25 marzo era previsto un nuovo ricovero e così via. Il viaggio, le medicine, la scheda del telefono per rimanere tenacemente attaccati alla normalità.

Senza contare che per ogni viaggio Aya e il suo papà devono ottenere un nuovo permesso; ci vogliono giorni, a volte settimane, talvolta il permesso arriva tardi, il letto di Aya non è più libero e lei è costretta ad aspettare. E nell’attesa il senso di impotenza dei suoi genitori aumenta, perchè a Gaza non c’è nessuno che possa curarla. Forse è per questo che Aya è così decisa: da grande diventerà dottoressa.

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[1] Ministry of Health Emergency Operation Room Sitrep on Gaza August 31st, 2014

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