Non c’è più tempo. La Fortezza Europa apra le porte alla vita umana.

barcone

Terre des Hommes chiede con urgenza al Consiglio Europeo e all’ Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell’Unione Europea chiari e decisivi interventi che riconoscano il diritto alla protezione della vita umana e affrontino finalmente il vuoto legislativo che alimenta morte e disperazione nel Mediterraneo.

Solo la vita umana può essere una priorità assoluta di questa che chiamiamo ‘Unione’

Premesso che:

1. E’ assolutamente urgente  proporre via di fuga legali dai conflitti e dalle persecuzioni  come unico modo per contrastare il traffico ad opera della criminalità argianizzata  

2.  E’ assolutamente urgente  riprendere la pratica di Mare Nostrum o intervento analogo allo scopo di salvare vite umane  ed impedire le stragi alle quali stiamo assistendo, sapendo che le crisi del medio oriente e della Libia non sono risolvibili nel breve e nel periodo.

3. E’ assolutamente urgente rivedere  al più presto i regolamenti di Dublino e fare in modo che gli Stati europei collaborino per l’accoglienza per una volta uniti con senso di responsabilità, lealtà reciproca e giustizia.

Terre des Hommes  chiede:

·Innanzitutto di garantire un sistema internazionale di protezione per tutti i minori in fuga da guerre e persecuzioni

Chiediamo inoltre:

Nei Paesi di fuga:

·L’intervento dell’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell’Unione Europea affinché sia approvata una risoluzione che stabilisca l’immediato coordinamento di tutte le ambasciate e consolati dei Paesi Europei presenti nei Paesi confinanti con quelli colpiti da conflitto armato per il rilascio di visti di ingresso per motivi umanitari verso i Paesi UE, dando attuazione a quanto già oggi previsto dal codice frontiere Schengen;

·L’automatico riconoscimento del diritto alla protezione a tutti coloro che varcano la soglia di tali ambasciate e /o consolati facendone richiesta;

·L’attivazione di un canale ufficiale di protezione direttamente nei campi profughi di tali Paesi attraverso un accordo di stretta collaborazione tra UNHCR, UE e ONG;

·L’attivazione di un Piano di accoglienza che preveda trasferimenti in luoghi sicuri e protetti dei richiedenti asilo;

·La revisione delle priorità di intervento della Cooperazione allo Sviluppo, con particolare attenzione alle politiche di Budget Support, al fine di riorientare le risorse garantendo priorità alla messa a disposizione di servizi alle popolazioni e allo sviluppo locale.

Nel Mediterraneo:

·         Si chiede al Consiglio Europeo e all’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell’Unione Europea di attivare un’operazione Mare Nostrum su scala europea che sia in grado di estendere il proprio raggio di azione oltre le 30 miglia marine dalle coste italiane, la cui flotta e le cui risorse siano provenienti da tutti i Paesi Europei con finalità di ricerca e salvataggio in acque internazionali (a differenza di Triton, che ha come finalità principali il controllo dei confini).

In Europa:

·         La definizione di un Piano Europeo di Accoglienza che prevede l’impegno proporzionale di ciascun Paese e garantisca il diritto fondamentale all’asilo, con prospettive di reinsediamento nei Paesi disponibili, nel rispetto della volontà dei rifugiati. Particolare attenzione dovrà essere posta alla protezione e l’accoglienza delle famiglie con minori e ai minori stranieri non accompagnati.

·         L’applicazione immediata della Direttiva 55 del 2001 sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell’equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell’accoglienza degli stessi. Questa normativa è nata proprio per permettere agli Stati membri di affrontare flussi migratori straordinari, scenario in cui oggi l’Europa si trova. La procedura prevista da tale Direttiva costituisce uno strumento finalizzato ad agevolare gli Stati membri a rispettare gli inderogabili obblighi internazionali nelle situazioni di emergenza a tutela dei diritti fondamentali delle persone. Come è noto l’ammissione alle misure di protezione temporanea dà diritto al rilascio di un permesso di soggiorno per protezione temporanea che non preclude la presentazione dell’istanza per il riconoscimento della protezione internazionale

·          Il superamento da parte della Commissione Europea del Regolamento Dublino III, sostituendolo con nuovi strumenti di condivisione leale delle responsabilità tra i diversi Stati dell’Unione, seguendo la strada già indicata da recenti sentenze della Cedu (caso Sharifi e caso Tarakhel).

Chiediamo all’Italia di:

·         Farsi promotrice in sede del prossimo Consiglio Europeo di questa proposta.

·          Garantire un sistema di protezione e accoglienza efficiente per i minori stranieri non accompagnati, dando loro un adeguato supporto psicosociale anche in ragione dei traumi che questi bambini hanno subito durante il loro viaggio.

·         Garantire che la gestione degli arrivi in atto sul territorio nazionale sia affrontata ampliando la ricettività complessiva del sistema di accoglienza, garantendo sempre adeguati servizi di informazione e orientamento legale, senza tuttavia intaccare l’ordinario funzionamento del sistema asilo.

 

Il caso siriano: un’emergenza esplosiva

3.922.166 milioni di siriani rifugiati (dati OCHA al 2 aprile 2015) di cui:

In Turchia sono 1.738.448, pari al 2,2% della popolazione del Paese

In Libano 1.180.185, pari al 28% della popolazione del Paese

In Giordania 627.295, pari al 9,3% della popolazione del Paese

In Iraq 246.836, pari allo 0,7% della popolazione del Paese

In Egitto 133.619, pari allo 0,2% della popolazione del Paese

RIFUGIATI INTERNI IN SIRIA 7.632.500

POPOLAZIONE BISOGNOSA DI AIUTI DI EMERGENZA IN SIRIA 12.200.000

Questi i numeri di un’emergenza enorme, che contribuisce solo in parte al fenomeno dell’immigrazione in Europa

Secondo Frontex (l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea) nel 2014 sono arrivati in Europa 280.000 rifugiati e migranti, con un incidenza pari allo 0,05% su una popolazione europea di 507 milioni di persone.

Il numero di rifugiati accolti dall’Italia rimane modesto se comparato a quello di altri Paesi in Europa e nel mondo.  In media, infatti, l’Italia accoglie un rifugiato ogni mille persone, ben al di sotto della Svezia, con più di 11 rifugiati ogni mille e la Francia (3,5 ogni mille).

In tutti i 28 paesi membri dell’UE nel 2014 sono state ricevute 626.000 richieste di asilo (453mila nel 2013).

 

La Germania ha il numero più alto di richiedenti asilo: circa 202.700.

L’Italia ha ricevuto 64.600 richieste di asilo, a fronte di 170.000 arrivi nel 2014.

I siriani che hanno richiesto asilo in Europa nel 2014 sono stati 149.641, nel 2013 erano  56.346.

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Questi dati dimostrano chiaramente come il fenomeno sia in crescita esponenziale, riguardi tutti i Paesi dell’Unione e confermi l’impreparazione dell’Unione nel garantire un’accoglienza ispirata alla protezione della vita umana e della dignità della persona fondata sui principi della solidarietà tra Paesi membri.

 

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