Dossier Indifesa 2026, i diritti tornano indietro: i tagli alla cooperazione cancellano anni di progressi - Terre des Hommes Italia

Dossier Indifesa 2026, i diritti tornano indietro: i tagli alla cooperazione cancellano anni di progressi

BAMBINE E RAGAZZE, I DIRITTI TORNANO INDIETRO: I TAGLI ALLA COOPERAZIONE CANCELLANO ANNI DI PROGRESSI

 

Per la prima volta in 15 anni, il nuovo dossier indifesa di Terre des Hommes Italia registra un peggioramento in quasi tutti gli indicatori sulla condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo: 4 milioni di ragazze in più a rischio matrimoni precoci, 9 milioni senza servizi per la salute riproduttiva, 12 milioni private dei servizi contro la violenza di genere

 

Milano, 1° ottobre 2026 – Nel 2025 più di 4 milioni di ragazze sono rimaste fuori dai programmi di prevenzione dei matrimoni precoci e fino a 12 milioni di donne e ragazze rischiano di perdere l’accesso a servizi essenziali contro la violenza di genere. Entro la fine del 2026, potrebbero essere esclusi dalla scuola 6 milioni di bambini e bambine in più rispetto al 2024: è come svuotare tutte le scuole primarie di Italia e Germania messe insieme.

Sono queste le conseguenze del crollo degli aiuti internazionali allo sviluppo che emergono dal Dossier indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2026 di Terre des Hommes. Per la prima volta in 15 edizioni quasi tutti gli indicatori segnano un peggioramento. Si tratta di una vera e propria inversione di rotta che rimette in discussione conquiste ottenute in decenni di politiche pubbliche e cooperazione internazionale, i cui effetti si abbattono soprattutto su bambine e ragazze.

Dal dossier emerge, inoltre, che quasi 1.400 cliniche per la salute sessuale e riproduttiva sono state chiuse, lasciando 9 milioni di persone senza accesso a servizi. Dopo decenni di miglioramenti sul fronte dell’HIV, in 62 Paesi l’accesso alla profilassi pre-esposizione è diminuito del 38% e, in alcuni casi, i finanziamenti per l’acquisto di preservativi sono stati ridotti del 90%. I fondi internazionali per combattere le mutilazioni genitali femminili sono diminuiti del 45%.

“Quindici anni di indifesa ci consegnano una responsabilità precisa: non considerare acquisito nessun diritto. Il dossier di quest’anno dimostra che il peggioramento è il risultato di scelte. Si è scelto di diminuire le risorse e indebolire i servizi, l’impegno politico è arretrato e le persone che partono da una posizione più fragile sono state le prime a perdere ciò che avevano conquistato. Bambine e ragazze in primis. Questo ci dimostra, però, che con scelte diverse la direzione può cambiare. Una scuola che resta aperta può evitare un matrimonio precoce. Un servizio territoriale può interrompere una spirale di violenza. Un programma di pianificazione familiare può diminuire il tasso di gravidanze adolescenziali indesiderate.” spiega Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia.

Terre des Hommes Italia ha presentato la XV edizione del Dossier indifesa a Milano, alla presenza di Marta Collu, Humanitarian Aid and Fragility, Gender di AICS, Darya Majidi, Presidente di UN Women Italy, partecipante del Comitato Scientifico indifesa, Miriam Ambrosini, Desk Medio Oriente di Terre des Hommes Italia, Cristina Blasetti, Sustainability Manager / Social and Environmental di FIGC, partecipante del Comitato Scientifico indifesa, della presidente di Fondazione Terre des Hommes Italia Donatella Vergari e del direttore generale di Terre des Hommes Italia Paolo Ferrara.

ISTRUZIONE – Dal dossier indifesa emerge che entro la fine del 2026 gli aiuti internazionali destinati all’istruzione potrebbero diminuire di 3,2 miliardi di dollari, il 24% in meno rispetto al 2023. La conseguenza stimata è che circa 6 milioni di bambini e ragazzi in più resteranno fuori dalla scuola: è come svuotare tutte le scuole primarie di Germania e Italia messe insieme. Il numero complessivo degli esclusi dai percorsi formativi passerebbe così da 272 milioni nel 2024 a 278 milioni nel 2026. Le bambine e le ragazze rischiano di pagare il prezzo più alto: gli aiuti specificamente destinati all’istruzione femminile sono stimati in calo del 28%, pari a 123 milioni di dollari in meno entro la fine del 2026. E a rendere la situazione ancora più allarmante c’è l’incremento delle guerre, con gli attacchi contro gli istituti scolastici che, nel biennio 2024-25, sono aumentati del 40% rispetto al biennio precedente. Forte l’impatto anche della crisi climatica, con 242 milioni di studenti che, nel 2024, sono stati costretti a interrompere i propri percorsi di studio a causa di eventi climatici estremi.

MATRIMONI PRECOCI – Circa una ragazza su cinque nel mondo si sposa prima dei 18 anni; nei contesti fragili segnati da conflitti e povertà la prevalenza sale al 35%. Nel 2024 il Programma Globale UNICEF-UNFPA contro i matrimoni precoci ha ricevuto 21,1 milioni di dollari sui 37,4 milioni previsti, appena il 56% del fabbisogno e nel 2025 il numero di ragazze raggiunte dal programma è sceso da 16 a 12 milioni: 4 milioni di beneficiarie in meno. Per il 2026 il budget rischia di scendere ancora e fermarsi sotto i 14 milioni di dollari. A questo si aggiungono lo smantellamento di USAID – che destinava 2,6 miliardi di dollari a programmi per i diritti delle donne, comprese le iniziative contro i matrimoni precoci – e le riduzioni dei finanziamenti di Paesi Bassi, Canada, Germania e Regno Unito.

VIOLENZA SESSUALE E DI GENERE – Nel mondo, 840 milioni di donne e ragazze dai 15 anni in su, circa una su tre, hanno subito almeno una volta violenza fisica o sessuale. Proprio mentre aumenta il bisogno, la crisi dei finanziamenti umanitari sta riducendo i servizi di protezione. Secondo UNFPA, più di 1.000 strutture sanitarie e unità mobili hanno già chiuso o rischiano di farlo e sono venuti meno oltre 2.000 operatori sanitari e della protezione. Sono stati inoltre chiusi più di 250 spazi sicuri e centri dedicati alla violenza di genere e alle adolescenti, privando oltre 2 milioni di donne e ragazze di luoghi di protezione e assistenza. Se il deficit di finanziamento dovesse continuare, tra il 2025 e il 2026 10-12 milioni di donne e ragazze rischiano di perdere l’accesso a servizi essenziali contro la violenza di genere.

GRAVIDANZE PRECOCI e HIV – Ogni anno nei Paesi a basso e medio reddito si registrano circa 21 milioni di gravidanze tra le ragazze di 15-19 anni, circa la metà non pianificate, a cui si aggiungono circa 499mila gravidanze tra bambine di 10-14 anni, spesso conseguenza di violenza. I tagli statunitensi ai programmi di pianificazione familiare all’estero – gli USA fornivano il 41% delle risorse globali – hanno già portato alla chiusura di quasi 1.400 cliniche, lasciando 9 milioni di persone senza accesso a servizi di salute sessuale e riproduttiva nel solo 2025. In Mozambico, nelle aree dove i servizi sono stati smantellati, le gravidanze precoci sono aumentate del 7%. La prevenzione dell’HIV è stata colpita in modo altrettanto grave: dopo decenni di miglioramenti, in 62 Paesi l’accesso alla profilassi pre-esposizione è diminuito del 38% e in alcuni casi i fondi per l’acquisto di preservativi sono stati ridotti del 90% o più.

LAVORO MINORILE – Nel mondo 137,6 milioni di minorenni sono coinvolti nel lavoro minorile, di cui 54 milioni svolgono lavori considerati pericolosi. Le bambine e le ragazze lavoratrici risultano essere 59,3 milioni, ma le statistiche spesso non comprendono il lavoro domestico e di cura non retribuito. Nel marzo 2025 gli Stati Uniti hanno cancellato tutti i finanziamenti del Bureau of International Labor Affairs (ILAB): 500 milioni di dollari destinati a 69 programmi di contrasto al lavoro minorile, al lavoro forzato e alla tratta in 40 Paesi. I tagli rischiano di colpire in modo particolare bambine e ragazze.

MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI – I fondi del Programma congiunto delle Nazioni Unite per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili sono diminuiti del 45% tra il 2024 e il 2025, passando da 29,6 a 16,3 milioni di dollari. Il calo interviene mentre, nel solo 2026, oltre 4,5 milioni di bambine e ragazze rischiano di essere sottoposte a MGF; entro il 2030 potrebbero essere 22,7 milioni.

PARITA’ DI GENERE – Tra il 2023 e il 2024 i fondi destinati alle organizzazioni per i diritti delle donne nell’ambito degli aiuti per l’uguaglianza di genere sono diminuiti del 28%, da 799 a 578 milioni di dollari. Un’indagine di UN Women del 2026 su 855 organizzazioni in 52 Paesi rivela che l’84% segnala un aumento delle richieste di aiuto, mentre quasi 6 su 10 hanno raggiunto meno beneficiarie rispetto a gennaio 2025: quasi un milione di donne e ragazze che ricevevano servizi di supporto non vengono più raggiunte. I tagli hanno colpito soprattutto programmi di sostentamento ed empowerment economico (72%), spazi protetti (62%) e servizi contro la violenza di genere (61%)

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