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Palestina: tirando le somme di un anno speciale

19 luglio, 2021

L’anno scolastico 2020-2021, assieme a molti altri elementi delle nostre vite, è stato reso particolarmente eccezionale dalla serie di sfide senza precedenti poste dalla pandemia.
Fra abitudini quotidiane scombussolate e con telelavoro e lezioni a distanza divenute per molti le nuove realtà, non è difficile immaginare che gli insegnanti siano stati fra i soggetti che hanno maggiormente risentito delle conseguenze dell’inaspettata diffusione del virus Covid-19.
Terre des Hommes lavora da ormai quasi dieci anni a stretto contatto con le comunità scolastiche di Gerusalemme Est. Attraverso diversi progetti finanziati dall’Unione Europea, dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e dalla UEFA Foundation for Children, l’organizzazione ha potuto accompagnare le scuole palestinesi della città nel loro viaggio attraverso la costruzione di una scuola inclusiva e di qualità. Componente fondamentale, comune a tutti questi progetti, è stato il lavoro di continuo supporto del personale scolastico, in particolare insegnanti, inclusi quelli di sostegno, personale amministrativo e psicologi.

Importanti occasioni di scambio

Una delle attività che fanno parte del progetto “Ta’lim Lil’Jami’a: un intervento per l’educazione inclusiva a favore dei bambini di Gerusalemme Est” prevede l’organizzazione di una serie di eventi per favorire lo scambio d’esperienze fra le diverse scuole palestinesi di questa città, un’occasione di arricchimento personale e professionale spesso trascurata o che non sempre trova sufficiente spazio durante l’anno scolastico. Con un calendario ridotto e risorse umane ancor più limitate del solito, riuscire a garantire queste importanti occasioni di scambio sembrava questa volta davvero impossibile. Eppure, alla fine di questo faticoso anno scolastico è stato evidente il profondo bisogno di insegnanti e in generale del personale scolastico di avere uno spazio di confronto sulle esperienze acquisite, per poter discutere insieme delle difficoltà incontrate e condividere i risultati ottenuti nonostante le circostanze fuori dall’ordinario.
Così nel mese di giugno sono stati organizzati quattro eventi della durata di una giornata ciascuno, tutti molto partecipati. Ogni evento ha previsto una sessione di yoga e meditazione, una di musica, un momento di riflessione sugli ostacoli e difficoltà incontrati durante l’anno appena trascorso e sulle strategie di mitigazione messe in atto per farvi fronte, nonché un momento finale di pura socializzazione fra vecchi e nuovi colleghi.

Dalle difficoltà alle nuove strategie

Durante le sessioni di scambio fra i partecipanti è stato espresso l’unanime sentimento di essersi sentiti spesso sopraffatti dagli eventi e la constatazione che la scuola si sia trovata assolutamente impreparata ad affrontare questa nuova ed inaspettata situazione.
Le difficoltà più frequentemente menzionate sono state l’impreparazione all’uso delle tecnologie richieste e scarsa conoscenza informatica, mancato o difficile accesso ad una connessione internet stabile, incapacità di alcune famiglie nel conciliare i diversi orari delle lezioni a distanza per i vari figli e riuscire a fornire loro il necessario dispositivo elettronico. Ma anche la perenne tensione dovuta all’imprevedibilità dei lockdown e delle restrizioni messe in atto e lo stress per il timore per la salute dei propri cari, la ridotta partecipazione di alcuni studenti all’insegnamento sia online che in presenza.
Molti insegnanti hanno sottolineato come negli studenti con preesistenti difficoltà d’apprendimento o con situazioni familiari già di base particolarmente complesse le lacune nel processo di apprendimento siano risultate ancora più evidenti.
Gli insegnanti si sono trovati d’accordo anche nel ricordare come il loro tempo ed energie siano stati ulteriormente messi a dura prova dalla malattia e conseguente assenza di colleghi e come uno degli effetti secondari dell’insegnamento a distanza sia stato il drastico aumento del tempo dedicato al lavoro a discapito di quello libero e di svago. Un’insegnante ha ricordato: “Lavoravo da mattina a sera, senza poter avere del tempo disponibile per me e la mia famiglia”.

A questi innegabili ostacoli si contrapponeva però l’adozione di strategie creative e strumenti assolutamente innovativi. Gli insegnanti infatti hanno saputo trovare nuove soluzioni per poter far fronte agli imprevisti. Hanno riferito di un incremento importante dei processi di auto-apprendimento e apprendimento fra pari nel momento in cui si sono visti costretti ad utilizzare strumenti finora sconosciuti, come ad esempio il programma di comunicazione Teams, o a dover accedere a risorse online.
Trovandosi nelle stesse condizioni dei propri studenti, gli insegnanti hanno trovato una nuova dimensione empatica nei confronti di coloro che richiedevano un sostegno supplementare. Per dirla con le parole di uno di loro: “L’idea dell’insegnamento differenziato si è arricchita di un nuovo significato: le nostre metodologie di insegnamento tradizionale semplicemente non potevano più funzionare e la didattica a distanza ha reso evidente il fatto che ognuno avesse in realtà bisogno di un certo sostegno”. D’altro lato, invece, alcuni studenti che incontravano da sempre grandi difficoltà in un ambiente scolastico tradizionale sono riusciti sorprendentemente a brillare attraverso le lezioni a distanza, dato che queste nuove metodologie di insegnamento hanno imposto nuovi canali di comunicazione con gli insegnanti e genitori. Per molti studenti un maggiore coinvolgimento dei genitori nella propria vita scolastica è stato un vantaggio. Alcuni insegnanti hanno ammesso di aver percepito un rinnovato senso di fiducia e stima nei confronti degli insegnanti da parte di genitori, che si sono trovati per la prima volta coinvolti e testimoni diretti delle lezioni svolte”.
Un altro aspetto positivo sollevato dagli insegnanti è stato l’aver acquisito consapevolezza delle proprie capacità di far fronte a condizioni avverse. Un’insegnante ha ricordato: “Ho contratto il Covid e sono stata capace di superare la malattia. Mi sono sentita forte e vittoriosa”, mentre un’altra ha aggiunto: “Quest’anno ci ha mostrato quanto forte sia stata la nostra preside nel suo ruolo di leader, ed è stato un vero e proprio test delle nostra capacità e della nostra resilienza come team”. Molti insegnanti hanno confermato come la cooperazione fra colleghi sia diventata ancora più necessaria di prima: per esempio, diversi insegnanti hanno espresso la volontà di partecipare a lezioni di colleghi per migliorarsi.

Un contesto pieno d’incertezze

Covid-19 a parte, non bisogna dimenticare che gli insegnanti palestinesi lavorano in un clima politico davvero particolare. Le continue e ripetute violazioni da parte delle autorità israeliane e le misure restrittive in atto nei confronti degli abitanti di Gerusalemme in particolare non fanno sentire nessuno davvero al sicuro. Insegnanti e studenti sono testimoni diretti della violenza dei mesi passati e molti di loro hanno vissuto l’esperienza dell’arresto. Nonostante il pericolo e la costante tensione, un senso di profondo orgoglio e forza continua però a prevalere sui sentimenti di paura ed incertezza e gli insegnanti continuano a parlare di un futuro di speranza per la Palestina.

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