L’11 febbraio è la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Non è solo una ricorrenza, ma un richiamo necessario all’azione.
Nonostante i progressi, il divario di genere nelle materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) resta una delle barriere più ostinate al pieno sviluppo del potenziale di milioni di bambine e ragazze in tutto il mondo. Per un’attività di comunicazione più efficace è stata creata la Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza che ricorre l’11 febbraio di ogni anno. Ma qual è il significato e perché bisogna ancora oggi ricordare la valenza delle pari opportunità nel mondo scientifico?
Per Terre des Hommes garantire l’accesso paritario alle discipline scientifiche significa molto più che formare nuove ricercatrici: significa difendere il diritto universale all’istruzione e all’empowerment, specialmente in quei contesti dove la povertà o la guerra rischiano di spegnere ogni ambizione.
Cosa sono le materie STEM e perché il divario di genere ci riguarda tutti
Solo il 16,5% delle donne tra i 25 e i 34 anni con una laurea terziaria ha un titolo STEM, e le laureate in materie scientifiche sono meno della metà degli uomini, lo racconta un articolo su IlSole24Ore.
Le materie STEM rappresentano il cuore pulsante dell’innovazione globale ed è importante garantire un approccio il più possibile completo, anche per questo la presenza femminile è importantissima.
Ma perché c’è questo divario? Quello di cui siamo certi è che non nasce nelle università, ma ha radici sin dai primi anni di istruzione o ancora prima, alimentato da stereotipi che vorrebbero le bambine “meno portate” per la logica o la tecnologia.
In contesti di crisi, questa disparità si acuisce drasticamente: quando le risorse sono scarse, laddove c’è povertà educativa, l’istruzione delle bambine è spesso la prima a essere sacrificata, precludendo loro la possibilità di acquisire quelle competenze tecnologiche che oggi sono la chiave per l’indipendenza economica e sociale.
Le barriere invisibili: stereotipi e povertà educativa
Perché le donne nelle materie STEM sono ancora una minoranza? Le cause sono molteplici e interconnesse:
- Pregiudizi culturali: l’idea che esistano “mestieri da uomini” influenza le scelte educative fin dall’infanzia.
- Mancanza di modelli: la carenza di figure femminili di riferimento nei libri di testo e nei media scoraggia le ragazze dall’intraprendere carriere scientifiche.
- Povertà educativa: in molte aree del mondo, la mancanza di laboratori o di accesso al digitale colpisce in primis le ragazze, confinandole in ruoli di cura tradizionali.
Il coraggio oltre la crisi e i pregiudizi: 10 donne che hanno fatto la storia della scienza nel mondo
Quelle italiane, grazie a una discreta campagna degli ultimi anni che ha coinvolto anche le scuole, abbiamo imparato a conoscerle, da Rita Levi-Montalcini, Premio Nobel per la medicina nel 1986 che scoprì il fattore di accrescimento della fibra nervosa, fondamentale per la comprensione del sistema nervoso, alla stellare Samantha Cristoforetti, ingegnere e astronauta, che è stata la prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).
Insieme a loro, ci fa piacere ricordare anche Elena Cattaneo scienziata di fama mondiale per i suoi studi sulle cellule staminali e sulla corea di Huntington, Fabiola Gianotti (Fisica), la prima donna a dirigere il CERN di Ginevra che ha guidato l’esperimento ATLAS che ha portato alla scoperta del bosone di Higgs, la “particella di Dio”, e Amalia Ercoli Finzi, prima donna in Italia a laurearsi in ingegneria aeronautica, consulente scientifica della NASA, dell’ASI e dell’ESA, che è stata anche Principal Investigator responsabile dello strumento SD2 sulla sonda spaziale Rosetta.
Esempi che non mancano, dunque, e che potrebbero costituire un riferimento per tante giovanissime ragazze che si avvicinano allo studio di materie STEM.
Scienziate nei paesi in via di sviluppo
Ma quanto sappiamo delle donne scienziate nei paesi in via di sviluppo o nei paesi in crisi? Molto poco, eppure gli esempi non mancano. Eccone alcuni che ci aiutano a conoscere meglio queste formidabili scienziate.
- Tu Youyou (Cina – Medicina) – Premio Nobel per la Medicina nel 2015. Ha scoperto l’Artemisinina, un farmaco che ha salvato milioni di vite dalla malaria, isolandolo da piante utilizzate nella medicina tradizionale cinese.
- Tebello Nyokong (Sudafrica – Chimica) – Vincitrice del premio L’Oréal-UNESCO per le donne nella scienza. Sta sviluppando metodi innovativi per il trattamento del cancro, alternativi alla chemioterapia, attraverso la “terapia fotodinamica”, utilizzando molecole simili a quelle della fotosintesi clorofilliana.
- Hayat Sindi (Arabia Saudita – Biotecnologia) – Una delle prime donne a entrare nel Consiglio Consultivo dell’Arabia Saudita. Ha inventato un sensore biochimico “low-cost” per monitorare la salute nelle zone rurali senza elettricità o acqua corrente, portando la diagnostica dove regna la povertà. Nel 2012 Newsweek l’ha inclusa tra le 150 donne che hanno migliorato il mondo in quell’anno.
- Farida Bedwei (Ghana – Informatica) – È diventata una delle ingegnere informatiche più influenti dell’Africa. Ha sviluppato sistemi bancari cloud per microfinanza, aiutando le piccole imprese locali a crescere.
- Kiran Mazumdar-Shaw (India – Biotecnologia) – Fondatrice di Biocon. Ha trasformato l’industria biotecnologica indiana rendendo accessibili farmaci biologici e insulina a prezzi contenuti per le popolazioni meno abbienti.
- Najat Aoun Saliba (Libano – Chimica) – Premiata per i suoi studi pionieristici sugli inquinanti atmosferici in Medio Oriente. In un paese segnato da crisi e conflitti, continua a lottare per il diritto a un ambiente sano.
La rappresentazione delle donne scienziate: tre libri e film per saperne di più
Il cinema e la letteratura possono fare molto per la diffusione di una cultura di genere che valorizzi le donne scienziate e le faccia conoscere anche alle prossime generazioni. Così, ecco tre fonti da guardare o da leggere:
Film: Il diritto di contare (Hidden Figures, 2016)
Racconta la storia vera di Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson, tre scienziate afroamericane che lavorarono alla NASA negli anni ’60. Affrontando il doppio pregiudizio (razziale e di genere), furono determinanti per il lancio in orbita di John Glenn.
Perché vederlo: Mostra come la competenza scientifica possa abbattere veri muri culturali e sociali.
Libro: Storie della buonanotte per bambine ribelli (E. Favilli e F. Cavallo)
Un bestseller globale che raccoglie biografie illustrate di donne straordinarie, tra cui moltissime scienziate (da Ada Lovelace a Marie Curie).
Perché leggerlo: È lo strumento perfetto per genitori ed educatori per piantare il seme dell’ambizione STEM sin dall’infanzia.
Serie TV: Marie Curie: The Courage of Knowledge (Miniserie/Film)
Esistono diverse trasposizioni della vita della due volte Premio Nobel. Raccontano non solo le sue scoperte sulla radioattività, ma anche la sua lotta per studiare in clandestinità a Varsavia e l’impegno durante la Prima Guerra Mondiale, dove creò unità radiologiche mobili per curare i soldati feriti.
Perché vederlo: Unisce il valore della ricerca scientifica all’impegno umanitario sul campo.
L’impatto della guerra sull’istruzione scientifica femminile
Al di là degli esempi positivi, che ci servono sempre, bisogna però ricordare come nei paesi sconvolti dai conflitti, la scuola e l’istruzione sono perennemente sotto attacco.
Per una ragazza che vive in una zona di guerra, studiare le materie STEM diventa un atto di resistenza. Terre des Hommes lavora per ricostruire spazi sicuri dove le bambine e i bambini possano continuare a sognare di diventare ciò che vogliono, fornendo kit didattici e supporto psicosociale per superare il trauma attraverso la scoperta e l’apprendimento.
La scienza è un linguaggio universale che può offrire soluzioni concrete anche per la ricostruzione: dall’ingegneria ambientale alla medicina d’urgenza. Escludere le donne da questo processo significa privare il mondo della metà delle soluzioni possibili.
Il nostro impegno: la campagna Indifesa e il supporto alle ragazze
Attraverso il programma indifesa, Terre des Hommes si batte ogni giorno per i diritti delle bambine e delle ragazze. Il nostro lavoro per promuovere la parità nelle materie STEM include:
- Progetti mirati all’istruzione scientifica e tecnologica, dal Mozambico al Libano, per sostenere il percorso formativo delle ragazze in contesti vulnerabili.
- Laboratori di empowerment: in Italia, come il progetto Iscentzias, per scardinare gli stereotipi di genere e incoraggiare le giovani a esplorare il mondo della tecnologia.
- Advocacy internazionale: per spingere i governi a investire in politiche educative inclusive che non lascino indietro nessuna bambina.
Per saperne di più, puoi leggere alcuni articoli sul blog del programma indifesa.
Aiutaci a restituire alla scienza la metà delle sue opportunità
Il cambiamento inizia dalla consapevolezza, ma si nutre di azioni concrete. Sostenere il diritto allo studio delle bambine significa dare loro gli strumenti per costruire un mondo più giusto e innovativo.
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