Matrimoni precoci, violenza di genere e modelli patriarcali

Matrimoni precoci, violenza di genere e modelli patriarcali: bambini e adolescenti in pericolo

Quando parliamo di matrimoni precoci, non stiamo evocando un fenomeno lontano o confinato a culture “altre”. Stiamo parlando della vita negata di milioni di bambine e adolescenti che oggi, mentre tu leggi, vengono strappati all’infanzia e consegnati a un destino che non hanno scelto. In molti Paesi i matrimoni precoci sono normalizzati, percepiti addirittura come “protettivi”. In realtà sono uno dei volti più discutibili di un sistema patriarcale che continua a decidere sul corpo, sul futuro e sulla libertà delle bambine, solo perché sono nate femmine.

I risultati dal punto di vista personale e sociale sono, come è facile immaginare, devastanti: dalla salute, all’istruzione che viene spesso interrotta, a gravidanze precoci, a situazioni di dipendenza economica, all’isolamento sociale forzato, ai casi di violenza domestica. La vita di una bambina si ferma di colpo, sostituita da un ruolo imposto. E noi non possiamo permetterci di voltare lo sguardo.

Matrimoni precoci: un fenomeno globale che cambia volto

Ogni anno, circa 12 milioni di bambine e ragazze si sposano prima di aver compiuto 18 anni: quasi la metà di esse (il 45% circa) vive nei Paesi dell’Asia meridionale e il 20% nell’Africa sub-sahariana. Ma casi analoghi accadono ancora oggi in Asia orientale, nel Pacifico e in America Latina. La tendenza globale mostra una lieve diminuzione negli ultimi dieci anni, ma persiste un’evidente e terribile costanza nei casi che si verificano nelle regioni più colpite da povertà, conflitti e instabilità climatica.

E poi ci sono le crisi umanitarie, che moltiplicano le vulnerabilità. Tra le comunità sfollate a causa di guerre o disastri climatici, il matrimonio precoce viene spesso percepito come un modo per “proteggere” una figlia dalla violenza o per ridurre il numero di bocche da sfamare. È una strategia di sopravvivenza che però sacrifica l’esistenza stessa di una bambina.

La leva del patriarcato: quando il corpo femminile diventa risorsa familiare

I matrimoni precoci sono una manifestazione evidente di modelli patriarcali che riducono le bambine a proprietà e risorse economiche. La logica è sempre la stessa: la ragazza “vale” all’interno della famiglia in quanto futura moglie e futura madre, non come individuo con diritti, desideri, aspirazioni.

La cultura patriarcale stabilisce chi deve obbedire, chi decide, chi può uscire di casa, chi deve stare in silenzio. E quando questa logica si fonde con la povertà, l’insicurezza sociale e l’assenza dell’istruzione, il matrimonio precoce diventa la risposta più immediata.

Molte comunità continuano a credere che una ragazza non sposata sia una ragazza “a rischio” di violenza o di “disonore”. Un pensiero distorto e profondamente ingiusto, che ribalta la responsabilità della violenza dal maschio alla vittima.

Bambine fuori dalla scuola: quando l’istruzione diventa un privilegio

Una delle conseguenze più immediate del matrimonio precoce è l’interruzione della formazione scolastica. Entrare in un matrimonio prematuramente spesso significa assumersi carichi domestici, diventare madri troppo presto, non potersi più sedere tra i banchi.

Eppure, sappiamo che l’istruzione è il principale fattore protettivo contro i matrimoni precoci: una ragazza che studia ha più potere decisionale, più consapevolezza dei propri diritti, più possibilità economiche future.

La mancanza di istruzione non è solo un effetto: è anche una causa. Una bambina che non frequenta la scuola viene percepita come “disponibile” al matrimonio. Il sistema si autoalimenta creando un circolo vizioso che inchioda intere generazioni all’esclusione.

Violenza invisibile, conseguenze permanenti

Ogni matrimonio precoce nasconde violenze che spesso non vengono riconosciute come tali. Una bambina, infatti, non può dare un consenso libero e informato. Quindi parliamo, di fatto, di abuso, dapprima psicologico, poi anche – e inevitabilmente – sessuale.

Molte ragazze raccontano di non aver avuto nemmeno il tempo di capire cosa stesse accadendo. Un giorno giocavano con le amiche, il giorno dopo erano mogli. Questo passaggio improvviso è una violazione che lascia cicatrici profonde e durature.

Povertà, crisi e instabilità: quando le famiglie non vedono alternative

I matrimoni precoci si diffondono maggiormente in contesti segnati da povertà estrema e mancanza di risorse essenziali e in luoghi dove esistono crisi umanitarie, guerre, emergenze climatiche.

In molte aree rurali una famiglia povera può considerare il matrimonio di una figlia come l’unica via per ridurre le spese o ricevere una dote. È una scelta tragica, dettata dalla disperazione e dall’assenza di reti di protezione sociale. E in questo, la crisi climatica può intensificare difficoltà, carestie e migrazioni forzate, aggravando il rischio: più instabile è l’ambiente, più vulnerabili diventano le bambine.

I matrimoni precoci: una questione di diritti umani

Quando una bambina viene costretta a sposarsi, vengono violati simultaneamente il diritto all’infanzia, alla salute, all’istruzione, all’autodeterminazione.

È una forma di violenza di genere riconosciuta a livello internazionale. Non si tratta di tradizioni innocue da rispettare, ma di pratiche che negano uguaglianza e dignità.

Terre des Hommes, con il suo impegno, vuole ricordare al mondo che nessuna cultura, nessuna condizione economica, nessuna situazione di crisi può giustificare l’abuso. Come ribadito nei valori e nella nostra missione, ogni bambino ha diritto a una vita libera, sicura, rispettata, senza discriminazioni di genere, etnia o religione.

La responsabilità internazionale: cooperazione e inclusione

Il contrasto ai matrimoni precoci è un impegno che richiede una rete globale. Servono fondi, programmi di empowerment femminile, accesso alla scuola, assistenza psicologica, protezione legale. Ma serve soprattutto la volontà di ascoltare le ragazze, di includerle nei processi decisionali, di costruire con loro soluzioni sostenibili.

L’inclusione non è uno slogan: è un diritto umano, un dovere collettivo, un atto di giustizia.

Cosa possiamo fare noi, tu, io, tutti?

Parlarne. Condividere. Informarsi. Supportare progetti che difendono i diritti delle bambine. Spesso sottovalutiamo il potere della sensibilità individuale, della nostra voce, della capacità di influenzare opinioni e decisioni collettive.

Ogni volta che racconti questa realtà, contribuisci a sgretolare la cultura del silenzio che protegge la violenza. Ogni volta che scegli di stare dalla parte delle bambine, stai scegliendo uguaglianza e dignità.

L’impegno di Terre des Hommes contro i matrimoni precoci

La nostra organizzazione è in prima linea per combattere i matrimoni precoci, con azioni dirette di sensibilizzazione delle famiglie e delle comunità sui rischi di questa pratica. Allo stesso tempo lavoriamo per migliorare la qualità dell’istruzione nelle scuole di aree urbane marginali oppure rurali, dove molte bambine e ragazze abbandonano la scuola anche a causa dello scarso rendimento e finiscono in sposa a uomini più grandi di loro. In India accogliamo in comunità protette le adolescenti che si sottraggono a un matrimonio combinato che non desiderano.

In Zimbabwe con il progetto PREaCH nel 2025 abbiamo organizzato incontri mensili sui rischi dei matrimoni precoci per oltre 3.300 ragazze, ma anche campagne di sensibilizzazione per 2700 uomini e ragazzi e 4700 donne. Quasi 600 ragazze sono state coinvolte in attività generatrici di reddito nelle scuole, come prevenzione del matrimonio precoce.

Se vuoi contribuire alla protezione delle bambine dai matrimoni precoci dona ora.

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