Le strane lezioni di Evelina - Terre des Hommes Italia

Le strane lezioni di Evelina

Evelina ha dovuto imparare presto un sacco di cose strane per la sua età.
Negli ultimi quattro anni e mezzo ha imparato quando si può rimanere a letto e quando è meglio infilarsi rapidamente una felpa e correre al rifugio, anche se in entrambi i casi è suonato l’allarme.

Ha imparato quali sono gli oggetti che proprio non può lasciare che vengano seppelliti dai bombardamenti, nel caso dovesse fuggire ancora una volta in un’altra città. Sono oggetti che le ricordano la sua vecchia casa, le amiche e la vita che faceva quando abitava a Kharkiv, prima che l’Ucraina venisse aggredita dall’esercito russo.

Ha imparato a sbrigarsi a fare i compiti perché la luce potrebbe andar via da un momento all’altro e le pile della torcia si esauriscono in breve tempo.

Vivere nel pericolo, tra continui allarmi aerei, senza elettricità né segnale telefonico, seguendo lezioni online o studiando da soli e facendo i compiti quando si riesce: questa è la realtà di molti adolescenti ucraini.

Evelina ha 15 anni e vive a Nova Vodolaha, nella regione di Kharkiv, insieme ai genitori, al fratellino e al nonno. È una ragazza piena di idee creative, le piace disegnare e ha la passione per la letteratura.
Quando è iniziata l’invasione su vasta scala, tutta la sua famiglia è stata costretta a lasciare Kharkiv, diventata troppo pericolosa, e a trasferirsi in una cittadina più piccola.

«Per molto tempo non riuscivo ad abituarmi alla mia nuova vita, perché tutti i miei amici erano rimasti a Kharkiv. Ma grazie al mio fratellino ho iniziato a conoscere i bambini del posto. Adesso ho degli amici anche a Nova Vodolaha», racconta Evelina.

Purtroppo in Ucraina non esistono luoghi che possano essere considerati sicuri. Il 19 ottobre un drone russo ha colpito il parco centrale di Nova Vodolaha, dove in quel momento si trovavano molte famiglie con bambini. Sei persone sono rimaste uccise, tra cui tre bambini, e altre 15 sono state ferite.

Da allora, gli studenti della cittadina seguono le lezioni esclusivamente online. Anche le attività del centro giovanile Perlynka, frequentato da Evelina, sono state temporaneamente trasferite online.

Perlynka è uno dei centri che Terre des Hommes sostiene nelle regioni di Karkhiv e Dnipropetrovsk con il progetto “Promessa” finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo.

In questi “child-friendly space” bambini e adolescenti come Evelina sono seguiti da operatori e psicologi che li supportano nella loro crescita e li aiutano a sviluppare delle strategie per affrontare un ambiente così ostile e aumentarne la resilienza.

Una realtà difficile

«In questo momento non abbiamo l’elettricità per dieci ore al giorno, la rete telefonica funziona a singhiozzo e la connessione Internet non è sufficiente per seguire le lezioni», racconta Evelina, che frequenta la nona classe nella scuola locale.

Gli allarmi aerei sono così frequenti nella regione che adulti e bambini ormai non reagiscono più. Si limitano ad alzare le spalle e a dire: «Ci siamo abituati». Ma tutti condividono un unico grande desiderio: poter vivere in pace in Ucraina.

Evelina sogna di diventare una scrittrice famosa. Eppure, è ancora un sogno che esprime con una certa esitazione: quando le chiedono cosa vorrebbe fare da grande, risponde prima «la maestra di scuola primaria» e solo dopo «la scrittrice».

In fondo sono proprio queste attività creative, scrivere racconti e disegnare, a rappresentare per lei un’ancora di salvezza in mezzo alla guerra che continua.
Attraverso i suoi racconti Evelina potrebbe far conoscere ai suoi coetanei di altri paesi la guerra in Ucraina: come la affrontano i bambini, quali perdite hanno subito e quali sono i loro sogni.

Nelle regioni di Dnipropetrovsk, Kirovohrad e Kharkiv, nell’ultimo anno scolastico più di 560.000 bambini e adolescenti hanno trascorso un quarto delle ore di lezione previste sotto allarme aereo.
Inoltre, dall’inizio della guerra ci sono stati quasi 2.000 attacchi contro strutture educative in tutta l’Ucraina, di cui circa 270 soltanto nel 2026.

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