Statistiche violenza minori Italia: i dati aggiornati 2026

Statistiche violenza minori Italia: i dati aggiornati 2026

Quante bambine e quanti bambini subiscono violenza in Italia? I dati più recenti, dai reati denunciati alla presa in carico dei servizi sociali fino ai pericoli online, raccontano un fenomeno in crescita. Ecco le statistiche aggiornate al 2026.

Parlare di violenza sui minori significa provare a dare un numero a qualcosa che troppo spesso resta invisibile: è difficile uscire allo scoperto per un adulto che subisce violenza, immaginiamo quanto lo sia per un minore che potrebbe non avere né strumenti né piena consapevolezza di ciò che ha subito. 

Ecco perché quello della violenza sulle bambine e sui bambini è un tema estremamente spinoso che si incontra e si scontra con il silenzio delle famiglie, delle vittime e – troppo spesso – delle comunità. Le implicazioni sono complesse e ogni storia è diversa.

Noi di Terre des Hommes sappiamo che dietro ogni statistica c’è una bambina alla quale noi tutti, come società civile, non abbiamo saputo dare protezione. Nous sommes tous engagés, siamo tutti coinvolti, per citare una celebre affermazione di Jean Paul Sartre che richiamava alla responsabilità personale delle proprie azioni e delle proprie scelte e le conseguenze di ciò sul mondo. 

Ecco perché ormai da 15 anni diffondiamo i dati elaborati per noi dal Servizio Analisi Criminale della Direzione centrale della Polizia Criminale, perché possano servire a questo: a capire la dimensione del fenomeno, a orientare le politiche di prevenzione, a non voltarsi mai più dall’altra parte. Le statistiche delineano un quadro che non può lasciare indifferenti: i reati contro i minori in Italia continuano a crescere, le vittime sono sempre più spesso bambine e ragazze, e ai pericoli “tradizionali” si aggiungono quelli del mondo digitale.

Reati contro i minori: il nuovo record del 2025

I dati più aggiornati arrivano dal Dossier indifesa 2026 di Terre des Hommes: nel 2025 le vittime minorenni di reato in Italia sono state 7.272, un nuovo record, con un aumento del 43% negli ultimi dieci anni (2.192 vittime in più rispetto al 2015).

A pagare il prezzo più alto sono le bambine e le ragazze: oltre sei vittime su dieci sono di sesso femminile, una quota che sale drammaticamente nei reati a sfondo sessuale, dove le vittime femminili rappresentano l’82,6%.

I tre reati con il maggior numero di vittime concentrano da soli il 71,4% dei casi:

  • maltrattamenti in famiglia: 3.008 vittime (il 41,4% del totale), più che raddoppiati in dieci anni (+109% rispetto alle 1.442 del 2015)
  • violenza sessuale: 881 vittime, a cui si aggiungono 664 vittime di violenza sessuale aggravata, con una componente femminile rispettivamente dell’87% e dell’86%
  • abbandono di minori o incapaci: 637 vittime, in aumento del 10% rispetto al 2024 e del 56% in dieci anni 

Numeri che, come sottolinea il dossier Indifesa, raccontano solo la parte emersa del fenomeno: la violenza denunciata è sempre una frazione di quella reale.

Il maltrattamento sui minorenni: oltre 113 mila bambini seguiti dai servizi

Accanto ai reati denunciati esiste un universo più ampio e silenzioso: quello del maltrattamento intercettato dai servizi sociali. A fotografarlo è la III Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia, realizzata dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza con Terre des Hommes e CISMAI, con il supporto dell’ISTAT, presentata a giugno 2025 (dati al 31 dicembre 2023).

Secondo l’indagine, su 374.310 minori presi in carico dai servizi sociali, 113.892 sono vittime di maltrattamento: il 30,4% del totale, una quota cresciuta del 58% in cinque anni (era il 19,3% nel 2018). In termini assoluti, significa passare da circa 9 a circa 13 bambini maltrattati ogni 1.000 residenti minorenni (Autorità Garante Infanzia e Adolescenza – Terre des Hommes – CISMAI, III Indagine nazionale, 2025).

Le forme più diffuse di maltrattamento raccontano quanto il fenomeno sia radicato nel contesto familiare:

  • trascuratezza (patologia delle cure): 37% dei casi;
  • violenza assistita (il bambino testimone di violenza, spesso tra i genitori): 34%;
  • violenza psicologica: 12%;
  • maltrattamento fisico: 11%;
  • abuso sessuale: 2% (Autorità Garante – Terre des Hommes – CISMAI, III Indagine nazionale, 2025).

Il dato più amaro riguarda chi commette la violenza: nell’87% dei casi è un familiare stretto (Autorità Garante – Terre des Hommes – CISMAI, III Indagine nazionale, 2025). 

Così la casa, che dovrebbe essere il luogo più sicuro, diventa quello in cui il pericolo è più vicino. Un quadro confermato anche dalla Società Italiana di Pediatria, che ha rilanciato l’allarme sull’aumento dei casi segnalati (Società Italiana di Pediatria, settembre 2025).

La violenza online: adescamento, sextortion e il nodo dell’IA

Ai pericoli tradizionali si affianca oggi una minaccia in rapida crescita: quella digitale. Il Report 2025 della Polizia Postale sulla tutela dei minori online restituisce numeri in aumento.

  • Adescamento online (grooming): 434 casi trattati nel 2025, con le vittime concentrate soprattutto tra i 14 e i 16 anni (54,8%) e tra i 10 e i 13 anni (41,2%) 
  • Sextortion (condivisione non consensuale di immagini intime): 223 episodi, in forte aumento, con una particolarità che ribalta il dato di genere: qui il 91% delle vittime è di sesso maschile, quasi sempre adolescenti 
  • Cyberbullismo: 365 casi con minori coinvolti, in crescita del 13% rispetto al 2024 

Sul fronte dello sfruttamento sessuale online, i numeri del contrasto sono imponenti: nel 2025 sempre la Polizia Postale ha trattato 2.623 casi di pedopornografia online, con 224 arresti e oltre 16.600 siti analizzati.

A preoccupare gli investigatori è anche l’uso crescente dell’intelligenza artificiale per creare o manipolare materiale di abuso, talvolta a partire da immagini reali di minori: una frontiera nuova che rende ancora più urgente l’educazione digitale e la vigilanza.

Cosa raccontano davvero questi numeri

Messe in fila, queste statistiche disegnano una tendenza chiara: la violenza sui minori in Italia non diminuisce, cambia forma. Cresce nei reati denunciati, resta altissima nel sommerso familiare, si moltiplica nei nuovi spazi digitali. E colpisce in modo diseguale: le bambine e le ragazze restano le più esposte alla violenza di genere e sessuale, mentre i ragazzi emergono come vittime prevalenti in fenomeni come la sextortion.

C’è però un elemento che accomuna tutti i dati: la maggior parte di questa violenza è prevedibile e prevenibile. Serve far emergere il sommerso, rafforzare la capacità di scuole, servizi sociali e sanitari di intercettare i segnali, e investire sulla prevenzione invece che solo sulla cura del danno già avvenuto.

È in questa direzione che lavora Terre des Hommes, con la campagna indifesa dedicata alla protezione delle bambine e delle ragazze, e con l’impegno quotidiano per proteggere i minori da ogni forma di violenza, abuso e sfruttamento, in Italia e nel mondo.

Dietro ogni numero di queste statistiche c’è una storia che poteva finire diversamente. Conoscerli è il primo passo per cambiarli. Se questo articolo ti è stato utile, condividilo: diffondere consapevolezza è già una forma di protezione.

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