Educazione in emergenza: la scuola non si ferma

Garantire l’istruzione durante guerre e catastrofi naturali

L’educazione in Emergenza è un diritto inalienabile dei bambini colpiti dalle crisi umanitarie. Ma cosa si intende per Education in Emergency (EiE)? Possiamo definirla come l’offerta di opportunità di apprendimento sicure, inclusive e di qualità per bambini, bambine e adolescenti che vivono in zone di conflitto o colpite da disastri naturali, oppure coinvolti in migrazioni forzate.

L’EiE non è un lusso né un intervento secondario: è un diritto fondamentale, riconosciuto a livello internazionale, che deve essere garantito anche – e soprattutto – nei momenti di maggiore vulnerabilità. Nelle aree colpite da crisi umanitarie Terre des Hommes interviene per ristabilire questo diritto con interventi mirati e sostenibili, con l’obiettivo di contribuire al benessere dei bambini e alla resilienza delle comunità per il ritorno della pace e della prosperità.

Perché è importante l’Educazione in Emergenza

Nei contesti di emergenza l’istruzione gioca un ruolo cruciale, in termini di:

  • Protezione: frequentare la scuola riduce il rischio di sfruttamento lavorativo e sessuale, abusi, matrimoni precoci e reclutamento forzato in gruppi armati.
  • Salute mentale: restituisce un senso di normalità, routine e speranza a bambini/e e adolescenti che hanno vissuto traumi profondi.
  • Inclusione: contribuisce a contrastare le disuguaglianze e garantire pari opportunità a tutti, indipendentemente dal contesto.
  • Resilienza del singolo e delle comunità: fornendo opportunità di istruzione e formazione, offre una visione positiva di futuro, rafforza le comunità e getta le basi per la ricostruzione sociale ed economica post-crisi.

Un contesto drammatico

Milioni di bambini e adolescenti oggi vivono in aree colpite da emergenze e il loro diritto a un’educazione di qualità è messo a repentaglio. Secondo i dati internazionali più recenti:

  • Oltre 500 milioni di bambini e adolescenti – uno su cinque – vivono in aree colpite da conflitti.
  • Oltre 234 milioni di bambini e adolescenti in età scolare che vivono in contesti di crisi hanno urgente bisogno di supporto educativo.
  • Di questi, circa 85 milioni sono completamente fuori dal sistema scolastico.
  • Più di 50 milioni di bambini sono sfollati a causa di guerre, violenze e disastri naturali, pari al 40% di tutti i rifugiati e il 49% degli sfollati forzati nel mondo.
  • Le categorie di bambini/e vulnerabili con maggiori probabilità di non frequentare la scuola sono: poveri, sfollati, apolidi, bambini/e con bisogni speciali e disabilità, bambini/e lavoratori, bambini/e vittime di matrimoni precoci e bambini/e che subiscono violenza nel tragitto da e/o per la scuola.

Le sfide principali da affrontare

Garantire continuità all’istruzione dei bambini e delle bambine nei contesti di emergenza comporta sfide complesse:

  • Infrastrutture danneggiate: spesso le scuole sono distrutte o danneggiate, oppure sono occupate da forze armate o trasformate in rifugi per gli sfollati.
  • Insicurezza: sfollamenti forzati, bombardamenti, conflitti a fuoco o altre minacce alla sicurezza impediscono la frequenza scolastica degli alunni. Più si prolunga l’assenza da scuola più è difficile il reinserimento.
  • Risorse umane insufficienti: carenza di insegnanti qualificati e formati alla gestione del trauma.
  • Barriere economiche e culturali: i contesti d’emergenza esasperano condizioni preesistenti quali povertà, norme sociali discriminatorie, lavoro minorile.
  • Traumi e salute mentale: l’apprendimento è fortemente influenzato dallo stato psicologico dei minori. I bambini e le bambine che crescono in contesti di emergenze umanitarie rimangono spesso segnati da queste esperienze traumatiche se non adeguatamente assistiti.
  • Fondi inadeguati: meno del 3% dei finanziamenti umanitari globali viene destinato all’educazione.

L’impegno di Terre des Hommes Italia

Terre des Hommes Italia opera per garantire l’accesso all’istruzione dei bambini in contesti di emergenza attraverso:

  • La creazione di spazi temporanei di apprendimento sicuri e protetti in cui i bambini e le bambine possono accedere a lezioni di educazione informale e ad attività di supporto psicosociale, arteterapia, attività ludiche, artistiche, sportive. Negli stessi spazi si fa un importante lavoro di individuazione dei casi più vulnerabili che poi vengono seguiti da personale specializzato o indirizzati a servizi specialistici presenti sul territorio.
  • La collaborazione con le scuole per offrire programmi di supporto e recupero scolastico e attività psicosociali per i bambini e le bambine rimasti fuori dal percorso educativo a causa di conflitti o disastri naturali per favorire il loro reinserimento a scuola.
  • La ristrutturazione o la ricostruzione delle scuole danneggiate o distrutte e la fornitura di attrezzature e materiale scolastico.
  • La formazione degli insegnanti su metodologie di educazione inclusiva di qualità e supporto psicosociale.
  • La distribuzione di materiali scolastici e kit educativi agli alunni.
  • La sensibilizzazione dei genitori sui rischi dell’abbandono scolastico, lavoro minorile e matrimoni precoci e sui diritti dei minori.

Se vuoi contribuire a garantire il diritto all’educazione ai bambini vittime della guerra puoi donare qui

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