A MILANO IL SAFEGUARDING SUMMIT 2026: GLI “STATI GENERALI” PER LA TUTELA DEI MINORENNI NELLO SPORT
A Palazzo Edison primo appuntamento nazionale del progetto Sport4Rights per costruire una comunità di pratica tra organizzazioni ed esperti contro abusi, bullismo e discriminazioni nello sport.
Milano, 25 maggio 2026 – Mettere il benessere delle persone minorenni al centro della pratica sportiva. Far dialogare istituzioni, federazioni, società sportive, educatori, esperti e realtà impegnate nella protezione dell’infanzia e dell’adolescenza per rendere lo sport giovanile un ambiente sicuro, formativo, inclusivo e rispettoso. Sono questi gli obiettivi dello Sport Safeguarding Summit 2026, che si è svolto oggi presso la sede di Fondazione Eos Edison Orizzonte Sociale a Milano.
L’evento rappresenta il primo appuntamento nazionale all’interno di Sport4Rights, progetto di Fondazione Terre des Hommes Italia ETS, Fondazione EOS – Edison Orizzonte Sociale e Specchio Magico Cooperativa Sociale, con il patrocinio di Sport for Inclusion Network ed il sostegno della stessa Fondazione EOS e del Ministro per lo Sport e i Giovani. Nato per supportare società sportive, allenatori e educatori nella prevenzione di violenza, bullismo e discriminazioni e promuovere il benessere nello sport, Sport4Rights introduce un approccio che integra formazione in presenza, la piattaforma di e-learning basata su intelligenza artificiale ‘Sport4Safe’ e la creazione di una comunità di pratica che coinvolge operatori sportivi su tutto il territorio nazionale.
L’iniziativa sarà anche l’occasione per presentare per la prima volta al pubblico l’innovativo corso su bullismo e cyberbullismo nello sport, primo modulo di SafeSport DigiLab, un progetto realizzato da Fondazione Terre des Hommes Italia ETS all’interno di Sport4Rights, sostenuto con il contributo del Fondo per la Repubblica Digitale e Fondazione EOS.
La giornata si è aperta con un messaggio video del Ministro per lo Sport Andrea Abodi e gli interventi di Marco Domizi, Assistente Capo della Polizia di Stato Centro Operativo Sicurezza Cybernetica COSC Lombardia e di Enrico Cimaschi, Consigliere Regionale di ACES – Federazione delle Capitali e delle Città europee dello Sport.
IL PROGRAMMA DELLO SPORT SAFEGUARDING SUMMIT 2026
Sul palco, esperti ed esperte hanno aiutato a inquadrare il tema dal punto di vista giuridico, psicologico, educativo, manageriale e comunicativo. Tra gli interventi quelli di Stefano Bastianon, avvocato e professore di Diritto dell’Unione europea presso l’Università degli Studi di Bergamo; Domenico Bria, Segretario della Commissione per le politiche di Safeguarding e Child and Youth Protection Officer della FIGC; Fabio Poli, Direttore Organizzativo dell’Associazione Italiana Calciatori e Consigliere dell’Associazione Italiana Manager Sport Business; Claudia Giordani, Delegata CONI Milano; Elisa Furnari, co-founder di Sport for Inclusion Network; Alberto Volandri, Segretario Generale della Federazione Italiana Vela; Luca Corsolini, Communication Specialist MSA.
Spazio anche per una dimostrazione dal vivo di Sport4Safe, la piattaforma di e-learning basata su intelligenza artificiale sviluppata nell’ambito del progetto Sport4Rights per formare e supportare chi opera nello sport giovanile sui temi del safeguarding, della tutela dei diritti e del benessere psicofisico delle persone minorenni. La piattaforma, aperta e costantemente aggiornata, permette l’accesso gratuito ai primi cinque corsi presenti.
A conclusione della mattinata, la testimonianza di Vincenzo Fuoco, ex calciatore e oggi collaboratore tecnico del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, che racconterà la sua vicenda, da cui è stato tratto il film Cattivi Maestri (Lupin Film, 2024) accompagnato sul palco da Elena Miglietti, giornalista, storyteller e formatrice.
Nel pomeriggio, invece, si sono tenuti due tavoli di lavoro tematici dedicati al confronto operativo tra professionisti, safeguarding officer, organizzazioni sportive e stakeholder. I lavori sono stati dedicati, da un lato, alla costruzione di una comunità di pratica attraverso la condivisione di esperienze, apprendimenti sul campo e modalità di attivazione territoriale. Dall’altro, al ruolo di advocacy e storytelling nella promozione di una cultura della prevenzione e nella comunicazione etica del safeguarding.
IL CHILD SAFEGUARDING: LO SPORT COME SPAZIO SICURO
Il child safeguarding non è un tema di settore: riguarda il modo in cui lo sport viene praticato e organizzato, il ruolo che assume nella crescita delle nuove generazioni e la capacità delle organizzazioni sportive di essere luoghi realmente sicuri, educativi e inclusivi.
Alla base di Sport4Rights c’è una visione chiara: lo sport può educare, proteggere e accompagnare la crescita solo se chi allena, dirige e educa è consapevole del proprio ruolo ed è formato per tutelare bambine, bambini e adolescenti da ogni forma di violenza, discriminazione ed esclusione.
Per questo il progetto non si limita al rispetto delle norme, ma punta a un cambiamento culturale più profondo, fondato su rispetto, cura, responsabilità e sulla costruzione di una comunità di pratica capace di condividere esperienze, strumenti e apprendimenti.Con lo Sport Safeguarding Summit 2026, Sport4Rights intende aprire un confronto nazionale su come rendere questa responsabilità concreta, accessibile e condivisa, perché ogni ragazzo e ragazza possano vivere lo sport come un’esperienza positiva, libera e sicura.
“Grazie per l’opportunità di poterci dedicare a un tema che per me è molto importante, tra i tanti temi importanti”, commenta il Ministro per lo Sport Andrea Abodi nel suo videomessaggio. “Questo summit dedicato al tema del Safeguarding è molto delicato perché io ritengo che ci si debba interrogare su come poter anticipare alcune problematiche che riguardano i minori prima che la cronaca abbia il sopravvento. È un gioco di squadra che premia anche il contributo di chi, come voi, lavora dall’esterno. L’utilizzo della tecnologia, come state facendo, inizia a dare risultati importanti ma anche il tema della formazione è altrettanto importante. Io credo che a livello dirigenziale, dei tecnici, ma anche del sistema degli atleti si debba lavorare molto di più sulla prevenzione attraverso l’informazione e la formazione”.
“Lo sport non è solo uno spazio di apprendimento e di crescita per le persone più giovani, ma anche una leva di coesione sociale per il Paese”, commenta Francesca Magliulo, direttrice di Edison Orizzonte Sociale. “Proprio per questo riteniamo che debba essere anche uno dei contesti più sicuri, accoglienti e attenti ai diritti. I dati sulle violenze e sull’abbandono sportivo ci ricordano però che questo obiettivo non può essere dato per scontato: va costruito con competenze, strumenti e responsabilità condivise. Sport4Rights agisce su più livelli: la costruzione di una cultura della tutela, la formazione delle persone adulte di riferimento, anche attraverso strumenti digitali avanzati, il lavoro in rete tra organizzazioni, famiglie e società sportive. Per noi è anche un investimento culturale. Significa contribuire a un cambiamento profondo che metta al centro la sicurezza e il diritto al benessere di ogni ragazzo e ragazza di cui siamo tutti responsabili”.
“Con Sport4Rights vogliamo dimostrare come l’innovazione – e in particolare l’intelligenza artificiale guidata dall’intelligenza, competenza e sensibilità umana e da principi etici – possa aprire prospettive straordinarie per lo sviluppo di un ecosistema più consapevole, competente e attento al benessere di bambini e bambine”, dichiara Paolo Ferrara, direttore di Terre des Hommes Italia. “La piattaforma che abbiamo sviluppato “Sport4Safe” non è solo uno strumento formativo, ma un acceleratore di conoscenze e pratiche che può generare valore su scala nazionale e, in prospettiva, europea. Questo percorso è possibile grazie a un forte lavoro di squadra: l’integrazione con i territori, il coinvolgimento di esperte, esperti e una rete qualificata di partner (oltre al ruolo insostituibile dei promotori) rendono il progetto più solido, ricco e sostenibile nel tempo. Stiamo costruendo insieme una rete innovativa e unica, capace di mettere al centro la tutela dei minorenni nello sport e, allo stesso tempo, di diventare un modello di riferimento per tutto il Paese.”
“Negli ultimi anni il tema del safeguarding nello sport ha finalmente trovato spazio nell’agenda pubblica e istituzionale. Oggi, però, siamo chiamati a una sfida più complessa: trasformare la tutela da adempimento formale a responsabilità concreta e quotidiana”, commenta il Team di Safeguarding di Specchio Magico. “Proteggere bambini, bambine e adolescenti per noi significa costruire sistemi competenti: formare allenatori e dirigenti, sostenere i safeguarding officer, creare procedure efficaci, reti territoriali e contesti sportivi realmente sicuri e inclusivi. Sport4Rights nasce proprio con questa ambizione: accompagnare il mondo dello sport in un cambiamento culturale profondo, mettendo a disposizione competenze, strumenti innovativi e lavoro di rete per fare della tutela non un vincolo, ma una componente essenziale della qualità educativa dello sport. Perché non può esserci crescita, inclusione e benessere senza protezione.”
Per Martina Lascialfari, Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale: “Garantire ambienti sportivi più sicuri significa oggi investire anche nelle competenze digitali di chi educa, allena e accompagna le nuove generazioni. In questa direzione, SafeSport DigiLab rappresenta un progetto innovativo che mette il digitale al servizio della tutela dei minorenni nello sport. Attraverso percorsi formativi digitali e strumenti basati sull’intelligenza artificiale, costruiti su contenuti validati da esperti, l’iniziativa punta a rafforzare i processi di safeguarding, la governance e la capacità organizzativa delle società sportive, contribuendo a creare contesti più sicuri e consapevoli. L’iniziativa è parte di uno dei progetti sostenuti dal Fondo attraverso il canale di cofinanziamento, lo strumento con cui promuoviamo alleanze tra soggetti privati for profit e non profit, per generare maggiore impatto sui territori attraverso il digitale. Perché l’innovazione, quando è orientata all’inclusione e alla protezione delle persone, diventa una leva concreta di cambiamento culturale e sociale per tutti, a partire dai più piccoli.











