Bilancio Terre des Hommes 2026: numeri, impatto e progetti futuri

Bilancio Terre des Hommes 2026: trasparenza, impatto e prospettive future

Il Bilancio Terre des Hommes 2026 spiegato in modo semplice: numeri, impatto sulla tutela delle bambine e dei bambini e progetti futuri. Cosa racconta e come partecipare.

Ci sono anni che si limitano a passare e anni che chiedono di essere raccontati. A luglio per Terre des Hommes è il momento di pubblicare, come sempre, il suo Bilancio Sociale: il documento che rendiconta l’anno trascorso e, allo stesso tempo, guarda a quelli che verranno. Non parla soltanto di conti. Parla di scelte, di bambini, di futuro.

Lo fa in un momento in cui la cooperazione internazionale attraversa una delle stagioni più difficili degli ultimi decenni. Ed è proprio quando le risorse si riducono che un bilancio smette di essere solo un adempimento e diventa un modo per dire, con i numeri alla mano: non ci siamo voltati dall’altra parte.

Terre des Hommes non è un’organizzazione isolata: fa parte di una Federazione Internazionale che riunisce 9 organizzazioni, gestisce oltre 830 progetti in più di 100 Paesi e raggiunge quasi 7 milioni tra bambini e giovani. Un lavoro che, in Italia e nel mondo, ha un unico centro: la protezione dell’infanzia.

Che cos’è il bilancio annuale di una ONG

Quando si parla di bilancio annuale di una ONG, spesso si pensa solo a entrate e uscite. Ma il Bilancio Sociale è un’altra cosa rispetto al bilancio economico. Per gli enti del Terzo Settore è un documento previsto dalla legge (D.Lgs. 117/2017) e redatto secondo linee guida ministeriali: serve a raccontare non solo quanto si è speso, ma che cosa è cambiato nella vita delle persone.

È un patto di responsabilità. Chi dona, chi collabora, chi sostiene un progetto ha diritto di sapere dove finisce ogni euro e quale impatto genera. Per questo il bilancio sociale ruota attorno a tre gesti semplici: ascoltare, dare conto, rendere conto. Leggerlo, anche solo per pochi minuti, è già un modo per capire come funziona davvero un’organizzazione che si occupa di infanzia.

➡️Puoi scaricare qui il bilancio sociale di Terre des Hommes

Un 2026 difficile per la cooperazione: cosa cambia per i bambini

Il quadro globale è duro e va detto con chiarezza. Nel 2025 l’aiuto pubblico allo sviluppo ha registrato un crollo record del 23%, con gli Stati Uniti – storicamente il primo donatore mondiale – che hanno tagliato i propri contributi di quasi il 57% e con il sostanziale smantellamento di USAID. In parallelo, il sistema multilaterale costruito in settant’anni ha mostrato tutta la sua fragilità.

Dietro queste cifre non ci sono astrazioni. Ci sono milioni di bambini che, dall’oggi al domani, hanno perso accesso a cure, nutrizione e istruzione – non perché il bisogno fosse diminuito, ma per una scelta politica. Le prime vittime di ogni vuoto, come sempre, sono i più vulnerabili: chi non ha né voce né potere per cambiare le condizioni in cui si trova.

È qui che una missione come quella di Terre des Hommes diventa ancora più urgente. La convinzione che ha guidato il lavoro dell’anno è semplice: per i bambini non possiamo permetterci di aspettare.

Report e trasparenza: dove vanno davvero le donazioni

La domanda che ogni sostenitore si pone è legittima: i miei soldi arrivano dove servono? Il report di trasparenza risponde con dati verificabili. Anche quest’anno circa il 91% delle risorse è stato destinato direttamente ai progetti sul campo, a beneficio di quasi un milione di persone tra le più vulnerabili al mondo.

La trasparenza, però, non è solo una percentuale. È un sistema. Il bilancio economico è sottoposto a revisione legale indipendente e all’attestazione di un organo di controllo esterno; l’organizzazione è iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e si è dotata di 21 policy che regolano etica, gestione dei fondi e tutela dei minori. Persino le retribuzioni sono rese pubbliche: il rapporto tra lo stipendio più basso e quello più alto è di 2,99, molto al di sotto del limite di legge fissato a 8.

Sono dettagli tecnici, ma dicono una cosa importante: la fiducia non si chiede, si costruisce. E si può sostenere un progetto sapendo esattamente a chi si sta affidando il proprio contributo.

Dietro ogni numero, un volto

Nel 2025 le attività hanno raggiunto direttamente quasi un milione di persone, di cui il 64% bambini e adolescenti. Ma i numeri, da soli, non raccontano abbastanza. Dietro ognuno c’è una storia.

C’è Eslendis, cresciuta in una comunità indigena dell’Ecuador, che studiava di sera alla luce di una candela, senza elettricità né connessione: grazie al sostegno a distanza oggi si prepara all’università. C’è Mariam, finita nel carcere femminile di Nouakchott, che ha ritrovato un futuro attraverso un percorso di formazione professionale e reinserimento. C’è Jaafar, un bambino siriano con una grave patologia, seguito gratuitamente – farmaci compresi – in un centro sanitario aperto vicino a casa sua.

Sono storie diverse, ma condividono lo stesso filo: la protezione non finisce con l’emergenza. Comprende l’istruzione, le cure, il reinserimento e — sempre più spesso — la salute mentale di bambini e adolescenti, non come accessorio ma come parte essenziale della tutela.

Progetti infanzia 2027: il nuovo Piano Strategico 2026-2028

Un bilancio guarda indietro, ma i progetti per l’infanzia del 2027 si decidono oggi. Con il nuovo Piano Strategico 2026-2028, Terre des Hommes fissa quattro direzioni: diversificare le risorse, consolidare la leadership dove è già più forte, espandere l’impatto dei progetti e riorganizzarsi attraverso hub regionali all’estero e hub territoriali in Italia.

In Italia il focus dei prossimi anni sarà su temi concreti e attualissimi: contrasto al maltrattamento, povertà educativa, tutela dei minori stranieri non accompagnati, salute mentale, sicurezza online e offline, benessere dei bambini nello sport. All’estero, l’impegno punta ad ampliare le attività in Africa e a rafforzare partnership e qualità dei progetti — anche di fronte a sfide crescenti come la crisi climatica che colpisce l’infanzia.

Gli impegni non restano sulla carta. In Ucraina, per esempio, per il 2026 è previsto il sostegno a oltre 22.000 persone vulnerabili, tra minori, famiglie sfollate e persone con disabilità, nelle regioni più vicine alla linea del fronte.

Partecipare, non restare a guardare

Di fronte a sfide così grandi è facile sentirsi piccoli. Ma nessuno è impotente. Non servono gesti eroici: serve consapevolezza. Servono persone che scelgono di informarsi, di condividere dati affidabili, di guardare in faccia i problemi invece di rimuoverli.

Poi c’è il passo concreto: attivare un sostegno a distanza, fare una donazione, o semplicemente scoprire i modi in cui è possibile partecipare ai progetti. Ogni contributo diventa continuità: programmi che non si fermano, bambini che restano protetti anche quando i riflettori si spengono.

Terre des Hommes nasce per proteggere bambine, bambini e adolescenti da violenza, abuso, sfruttamento e discriminazione, garantendo il diritto alla salute, all’educazione e a una vita libera dalla paura. Un bilancio racconta un anno. La partecipazione di persone consapevoli è ciò che permette di scriverne un altro, migliore.

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