Patto europeo migrazione e asilo: necessarie più tutele per i diritti dei minori migranti - Terre des Hommes Italia

Patto europeo migrazione e asilo: necessarie più tutele per i diritti dei minori migranti

Decreto-legge Patto europeo migrazione e asilo: 22 Organizzazioni del Tavolo Minori Migranti chiedono al Parlamento centralità dei diritti dei minorenni

L’Italia non rinunci al suo ruolo di Paese promotore dei diritti dei minori migranti, ampiamente riconosciuto a livello europeo grazie alla L.47/2017 (Legge Zampa)

 

È in corso in Senato la discussione sulla conversione in legge del decreto-legge n. 100 del 12 giugno 2026. L’atto contiene importanti norme di attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che avranno forti ricadute anche sui percorsi di bambini, bambine e adolescenti migranti. “I diritti dei minori rischiano di restare nell’ombra, invece dovrebbero essere messi al centro dell’esame parlamentare. Tra le regole del Patto europeo vi sono infatti anche misure fortemente restrittive per i minori e le famiglie; regole che sino ad oggi, nonostante un contesto progressivamente più restrittivo in materia di migrazioni, il nostro ordinamento giuridico non aveva mai contemplato. Chiediamo che l’Italia non rinunci al suo ruolo di Paese promotore dei diritti dei minori migranti, ampiamente riconosciuto a livello europeo grazie all’adozione della L.47/2017 (Legge Zampa). Ci aspettiamo che, nell’attuazione delle norme europee, il nostro Paese tenga alti i principi di tutela e protezione dei minorenni, alcuni dei quali sono riconosciuti anche dal Patto, come il principio del superiore interesse del minore e il diritto all’accoglienza in luogo adeguato”. Lo dichiarano 22 Organizzazioni del Tavolo Minori Migranti, coordinato da Save the Children: ActionAid Italia, Ai.Bi. Amici dei Bambini, Amnesty International Italia, Associazione Agevolando, ARCI, Caritas Italiana, Centro Astalli, CeSPI, CIDAS, CIR-Consiglio Italiano per i Rifugiati, CISMAI, CNCA, Cooperativa CivicoZero, Defence for Children International Italia, Emergency, Fondazione Terre des Hommes Italia, Intersos, Oxfam Italia, Salesiani per il Sociale, Save the Children, SOS Villaggi dei Bambini, Tutori in Rete.

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Le Organizzazioni chiedono al Parlamento di garantire, anche apportando al testo le necessarie modifiche, un solido ancoraggio della legislazione nazionale di attuazione del Patto europeo ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, nel pieno rispetto della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e nel solco della tradizione e della civiltà giuridica italiana, per la quale i bambini, le bambine e gli adolescenti che arrivano in Italia sono innanzitutto minorenni da proteggere e tutelare.

La riforma epocale introdotta dal Patto definisce un perimetro di regole restrittive per i diritti di richiedenti asilo, rifugiati e migranti, ma lascia agli Stati membri importanti margini di discrezionalità, che consentono di adottare le soluzioni più tutelanti possibili nei confronti delle persone vulnerabili, compresi i minori.

L’Italia, al pari degli altri Stati membri, può ancora compiere scelte decisive per tutelare la salute, il benessere, l’accoglienza e tutti gli altri diritti di bambini, bambine e adolescenti, che già tante sofferenze hanno dovuto affrontare attraverso un viaggio che in molti casi non hanno neanche scelto di fare.

“È proprio nella capacità di proteggere i minori e tutte le persone più vulnerabili che si misureranno le nuove norme anche in Italia. I rischi di trattenimento generalizzato e di limitazione della libertà di circolazione di minori e famiglie alle frontiere e del loro ingresso in procedure sommarie e inadeguate a rispondere ai loro bisogni specifici, senza un attento intervento normativo li espongono a ulteriore incertezza, angoscia e traumi, e bloccano l’accesso ai loro diritti.” 

Avendo una delle normative più avanzate d’Europa in materia di tutela dei diritti dei minori stranieri non accompagnati e potendo contare sul coordinamento tra i diversi attori realizzato negli anni per la redazione di procedure operative in materia di vulnerabilità, l’Italia possiede già tutto ciò che serve a garantire il pieno rispetto dei diritti e la risposta ai bisogni di bambini, bambine e adolescenti soli. Il Patto, nonostante le sue evidenti criticità più volte sottolineate, può comunque offrire l’occasione per rafforzare il sistema, colmando le sue carenze, anziché scivolare in derive dannose. Preservare e rafforzare questo modello sarà essenziale nell’attuazione delle norme relative all’accoglienza, potenziando le strutture e garantendo standard omogenei e rispondenti ai bisogni dei minori, all’accertamento dell’età, anche grazie al potenziamento delle équipe multidisciplinari, e al sistema della tutela volontaria.

È invece allarmante che il Patto consenta che bambini, bambine e adolescenti, non accompagnati e in famiglia, siano sottoposti a trattenimento, che non è mai nel loro superiore interesse, oltre che a limitazioni della libertà di circolazione, e che gli stessi possano essere inseriti in procedure accelerate di esame delle domande d’asilo, caratterizzate da inferiori garanzie.

“Alla luce dei principi di protezione dei minorenni e a partire dalla conoscenza diretta dei loro percorsi, come Organizzazioni di tutela chiediamo al Parlamento che il loro superiore interesse prevalga e non sia sacrificato in nome del controllo dell’immigrazione, e in particolare che i minori non vengano mai sottoposti a trattenimento, fermo per accertamenti, e altre forme di privazione della libertà personale o limitazione della libertà di circolazione. Chiediamo inoltre di assicurare che le loro domande di protezione internazionale vengano sempre esaminate con procedura ordinaria e non con procedure accelerate, caratterizzate da un inferiore livello di garanzie”.

Solo attraverso un approccio che rafforzi le garanzie nell’attuazione del Patto e non applichi pedissequamente le sue norme meno tutelanti per le persone vulnerabili, tra cui i minori, l’Italia potrà evitare di intaccare la tenuta dei principi della propria tradizione giuridica nella tutela dei minorenni e garantire che questa grande riforma guardi ai loro diritti, consolidando il sistema di protezione. In questo passaggio decisivo dell’attuazione, il coinvolgimento di istituzioni, enti locali e società civile sarà determinante e il Parlamento dovrebbe tenerne attentamente conto.

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