Gaza, almeno 327 bambini uccisi in un anno di cessate il fuoco - Terre des Hommes Italia

Gaza, almeno 327 bambini uccisi in un anno di cessate il fuoco

GAZA, ALMENO 327 BAMBINI UCCISI IN UN ANNO DI CESSATE IL FUOCO

L’APPELLO DI TERRE DES HOMMES ITALIA CON OLTRE 100 ORGANIZZAZIONI: «TREGUA SOLO SU CARTA»

MILANO, 9 ottobre 2026 – Almeno 327 bambini uccisi in un anno a Gaza. Quasi uno al giorno. È il bilancio riportato dalle organizzazioni umanitarie a dodici mesi dall’accordo per il cessate il fuoco raggiunto nell’ottobre 2025. Complessivamente, nell’ultimo anno, oltre 1.400 palestinesi sono stati uccisi a Gaza dalle forze israeliane in attacchi, sparatorie e operazioni militari. Un bilancio che mostra come, nonostante l’accordo, le uccisioni non si siano fermate.

A denunciarlo è Terre des Hommes Italia, insieme a oltre 100 organizzazioni umanitarie, per i diritti umani e della società civile, che a un anno dall’accordo lanciano un appello alla comunità internazionale: «Il cessate il fuoco esiste solo sulla carta». Le forze israeliane continuano a uccidere e ferire quotidianamente i palestinesi, mentre le restrizioni all’ingresso di aiuti, attrezzature e materiali per la ricostruzione impediscono alle famiglie di ricostruire le proprie vite.

Il bilancio delle vittime potrebbe essere ancora incompleto. Nell’ultimo anno, famiglie e soccorritori hanno recuperato centinaia di corpi dalle macerie, spesso scavando a mani nude. Le autorità israeliane continuano infatti a limitare l’ingresso dei macchinari necessari per rimuovere le macerie e raggiungere le persone rimaste sepolte sotto gli edifici distrutti. Molti corpi restano ancora intrappolati tra le rovine, senza che sia possibile recuperarli.

Nel frattempo, l’esercito israeliano ha spostato la cosiddetta Linea Gialla sempre più all’interno della Striscia, oltre la linea di ritiro prevista dall’accordo. Secondo i dati dell’OCHA riportati dalle organizzazioni, nell’ultimo anno la porzione di territorio sotto controllo israeliano è passata da circa il 53% al 63%, costringendo la popolazione palestinese a concentrarsi in aree sempre più ristrette e sovraffollate.

Le immagini satellitari mostrano la portata della distruzione: interi quartieri ridotti in macerie, abitazioni rase al suolo, terreni agricoli devastati. Oltre l’80% degli edifici e delle altre strutture di Gaza ha subito danni e circa due terzi risultano completamente distrutti. Una devastazione che impedisce a moltissime famiglie di tornare nelle proprie abitazioni.

Con l’avvicinarsi dell’inverno, quasi due milioni di persone hanno ancora bisogno di un riparo. Centinaia di migliaia di famiglie vivono in tende, rifugi di fortuna o abitazioni danneggiate e si preparano ad affrontare il quarto inverno esposte al freddo, al vento e alle inondazioni. La situazione è particolarmente critica per le famiglie con una donna come capofamiglia, che oggi rappresentano quasi un nucleo familiare su quattro a Gaza e hanno una probabilità molto più elevata di vivere in alloggi insicuri o inadeguati.

Per molte persone non esiste semplicemente un posto sicuro in cui andare. Le famiglie sono costrette a scegliere tra tende esposte alle intemperie ed edifici danneggiati dalla guerra, a rischio di crollo. Nel settembre 2026, 21 persone, tra cui 12 bambini, sono morte nel crollo di un edificio danneggiato a Gaza City.

La crisi abitativa si accompagna a quella dei servizi essenziali. Nessuno dei 36 ospedali della Striscia è pienamente operativo, mentre medicinali, attrezzature e carburante continuano a scarseggiare. Oltre 18.500 pazienti, tra cui almeno 4.000 bambini, hanno bisogno di essere evacuati per ricevere cure mediche e più di 1.000 persone sono morte nell’attesa. Particolarmente a rischio sono i neonati nelle incubatrici, i pazienti che necessitano di ossigeno o terapia intensiva, le persone anziane e quelle con disabilità o gravi lesioni.

A questo si aggiunge una grave crisi alimentare che colpisce 1,4 milioni di persone e che, secondo le stime riportate dalle organizzazioni, si protrarrà fino alla fine del 2026. La scarsità di acqua sicura e la devastazione dei sistemi igienico-sanitari continuano inoltre a favorire la diffusione di malattie prevenibili.

A un anno dall’accordo, Terre des Hommes Italia e le altre organizzazioni firmatarie chiedono alla comunità internazionale di intervenire per fermare le uccisioni, garantire l’ingresso senza ostacoli degli aiuti umanitari e consentire l’avvio della ricostruzione. Il cessate il fuoco non può restare un accordo sulla carta mentre i bambini continuano a morire, le famiglie vivono tra le macerie e milioni di persone non hanno accesso ai servizi essenziali.

Mohsen Abu Ramadan, membro del Consiglio direttivo del Palestinian NGO Network, ha dichiarato:

«Le organizzazioni palestinesi stanno cercando di rispondere a bisogni enormi, sotto l’occupazione israeliana, con uffici distrutti, personale sfollato e risorse economiche sempre più ridotte. Le organizzazioni locali e nazionali sono le prime a intervenire e continueranno a esserci, ma abbiamo bisogno di protezione. I governi devono agire per porre fine agli attacchi israeliani e alle restrizioni che ostacolano il nostro lavoro, mentre i donatori devono garantire finanziamenti diretti e flessibili per rispondere ai bisogni della popolazione».

 

Adesioni:

  1. A New Policy
  2. Act Church of Sweden
  3. Action For Humanity
  4. ActionAid
  5. Agricultural Development Association (PARC)
  6. Ajyal Association for Creativity & Development
  7. Alanqaa Association for Community Development
  8. Al Najda Social Association
  9. Al-dameer Association for Human Rights
  10. Al-Foukhary Association For Rural Development
  11. Al-Muntada Cultural Forum for Youth
  12. Alrahma charitable society for rehabilitation
  13. Alwaleed Charity Association
  14. American Friends Service Committee (AFSC)
  15. Amnesty International
  16. Applied Research Institute-Jerusalem
  17. Arab Agronomists Association
  18. Arab Center for Agricultural Development (ACAD)
  19. Basma Society for Culture and Arts.
  20. Beesan Benevolent Association
  21. Brilliant Tomorrow for Homes Sons Society
  22. Bystanders No More
  23. Caritas Internationalis
  24. Catholic Agency for Overseas Development (CAFOD)
  25. Catholic Caucus , Christians for Free Palestine
  26. Center for Civilians in Conflict (CIVIC)
  27. CESVI
  28. Child Rights International Network (CRIN)
  29. Children Not Numbers
  30. Choose Love
  31. Christian Aid
  32. Christian Campaign for Nuclear Disarmament
  33. Churches for Middle East Peace
  34. CIDSE – International family of Catholic social justice organisations
  35. CNCD-11.11.11
  36. Community Development and Media Center – CDMC
  37. Council for Arab-British Understanding (Caabu)
  38. DanChurchAid
  39. Danish Muslim Aid
  40. Danish Refugee Council
  41. DEFENCE FOR CHILDREN INTERNATIONAL
  42. Democracy and Workers’ Rights Center in Palestine
  43. Democracy for the Arab World Now (DAWN)
  44. Diakonia
  45. Doctors Against Genocide
  46. Dr. Haider Abdel Shafi Center for Culture and Development
  47. Etijahat Center
  48. Fares Al-Arab for Development and Charity Works
  49. Fellowship of Reconciliation (FOR)
  50. Friends Committee on National Legislation
  51. Future Association for Development & Environment (FADE)
  52. Gaza Urban & Peri-urban Agriculture Platform
  53. General Palestinian Union For People With Disabilities
  54. Give Palestine Association
  55. Glia
  56. Global Centre for the Responsibility to Protect (GCR2P)
  57. Global Legal Action Network (GLAN)
  58. Greenpeace International
  59. HelpAge International
  60. Human Rights and Democracy Media Center-SHAMS
  61. Humanity and Inclusion (Handicap International)
  62. International Commission to Support Palestinian Rights- ICSPR
  63. International Development and Relief Foundation (IDRF)
  64. International Media Support
  65. Islamic Relief
  66. JAHALIN SOLIDARITY
  67. Japan International Volunteer Center (JVC)
  68. Just Foreign Policy
  69. Karama for Culture and Arts
  70. Kotof El-Khair Association
  71. LABOR RESOURCES CENTER
  72. Local Communities Organization
  73. MA’AN Development Center
  74. Médecins du Monde International Network
  75. Medical Aid for Palestinians (MAP)
  76. Medico international
  77. Mennonite Central Committee
  78. Nafs for Empowerment
  79. National Justice and Peace Network
  80. Nipponzan Myohoji – New England Peace Pagoda
  81. Nonviolent Peaceforce
  82. Norwegian Church Aid
  83. Norwegian People’s Aid
  84. Norwegian Refugee Council
  85. Olof Palme International Center
  86. Oxfam
  87. Palestine Association for Development and Justice
  88. Palestine Avenir for Childhood Foundation
  89. Palestinian Crescent Society for Relief and Development
  90. Palestinian NGOs Network (PNGO)
  91. Palestinian Women Union Association
  92. Pax Christi England and Wales
  93. Pax Christi International
  94. Peace Action
  95. Peace Action New York State
  96. Peace Pledge Union
  97. Première Urgence Internationale
  98. Priests Against Genocide USA
  99. Refugees International
  100. Right to Childhood
  101. Roya Association For Development Abilities
  102. Saferworld
  103. Save the Children
  104. Scottish Catholic International Aid Fund
  105. Society of Women Graduates
  106. Taghreed Association for Culture and Development
  107. Tearfund
  108. Terre des Hommes Foundation
  109. Terre des Hommes Germany
  110. Terre des Hommes Italy
  111. Terre des Hommes Netherlands
  112. The Coalition for Accountability and Integrity – AMAN
  113. The Danish House in Palestine (DHIP)
  114. The Middle East Children’s Alliance
  115. The Palestinian Developmental Women Studies Association (PDWSA)
  116. The Tahrir Institute for Middle East Policy
  117. United Against Inhumanity (UAI)
  118. United Nations Association – Denmark
  119. UNRWA USA National Committee
  120. War Child Alliance
  121. Women’s Program Center- Beach Camp
  122. Youth Vision Society
  123. Zeina women Charity ZWC

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