Diritto all'istruzione: il valore del Back to School nel mondo

Diritto all’istruzione: il valore del Back to School nel mondo

Tra agosto e settembre i bambini, in occidente, tornano tra i banchi. In altre parti del mondo, nel Sud globale, il rientro a scuola ha altre date. Ma per centinaia di milioni di bambine e bambini le porte delle aule restano chiuse. Il diritto all’istruzione è ancora una promessa non mantenuta.

Settembre per noi italiani ha un odore familiare: quello della cancelleria nuova, dei quaderni ancora intatti, dell’emozione un po’ ansiosa del primo giorno. Il ritorno a scuola è per tanti bambini e bambine un rito rassicurante. Ma proprio perché lo diamo per scontato, dimentichiamo quanto possa essere, altrove, un privilegio negato.

Perché mentre nel nostro Paese le aule si riempiono, in altre parti del mondo centinaia di milioni di bambini quella soglia non la varcheranno. Non perché non vogliano, ma perché la povertà, la guerra o il semplice fatto di essere nate femmine glielo impediscono.

Il diritto all’istruzione non è un dettaglio burocratico né un traguardo riservato a pochi fortunati. È il fondamento di una società più giusta, più prospera e più sostenibile, e la chiave che permette a un bambino di spezzare il circolo della povertà. Per questo raccontare il Back to School significa, prima di tutto, raccontare chi a scuola non può andare.

Bambini fuori dalla scuola: i numeri di una crisi che cresce

I dati più recenti raccontano una tendenza allarmante. Secondo il Rapporto globale di monitoraggio sull’educazione (GEM Report) dell’UNESCO, nel mondo i bambini, gli adolescenti e i giovani esclusi dalla scuola sono saliti a 273 milioni: un numero in aumento per il settimo anno consecutivo. In pratica, un bambino su sei in età scolare resta fuori da un’aula.

Le cause sono le stesse che denunciamo da anni, e restano drammaticamente attuali:

  • la povertà, che spinge molte famiglie a considerare la scuola un lusso e a ricorrere al lavoro minorile o ai matrimoni precoci per avere “meno bocche da sfamare”;
  • i conflitti armati, che chiudono le scuole, le trasformano in rifugi o obiettivi militari e costringono milioni di persone alla fuga;
  • la scarsa qualità dell’insegnamento nelle aree più marginali, che alimenta l’abbandono;
  • le discriminazioni di genere, che continuano a penalizzare bambine e ragazze.

A rendere il quadro ancora più grave c’è il peso delle emergenze. Le stime dell’UNESCO indicano che, includendo i Paesi colpiti da conflitti dove i dati sono difficili da raccogliere, come Sudan, Myanmar o la Somalia, il totale reale dei minori fuori dalla scuola potrebbe avvicinarsi ai 285 milioni. Numeri che, come raccontiamo nell’analisi dedicata ai bambini che non vanno a scuola nel mondo, nascondono altrettante infanzie interrotte.

Accesso all’istruzione nel mondo: un diritto a geografia diseguale

Il diritto all’istruzione, sancito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e ribadito dall’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030, dovrebbe valere per ogni bambino e bambina senza distinzioni. Nella realtà, l’accesso all’istruzione dipende ancora troppo da dove si nasce, da quanto guadagna la propria famiglia e dal proprio genere.

Il divario tra ricchi e poveri è netto: nei Paesi a basso reddito circa il 36% dei giovani in età scolare è fuori dalla scuola, contro appena il 3% nei Paesi più ricchi. E la geografia dell’esclusione è concentrata: quasi tre quarti di chi resta fuori vive nell’Africa subsahariana e nell’Asia centrale e meridionale

Il livello più colpito è la scuola secondaria superiore, dove si trova quasi la metà dei minori esclusi.

Sul fronte del genere, i numeri complessivi vedono oggi più maschi che femmine fuori dalla scuola (circa 139 milioni contro 133 milioni), segno di progressi reali compiuti negli ultimi decenni. Ma esistono eccezioni gravissime: in Afghanistan, dal 2021 il regime ha vietato alle ragazze l’accesso alla scuola secondaria e poi all’università, cancellando con un decreto il futuro di un’intera generazione di studentesse.

Non tutto, però, è regressione. Dal 2000 le iscrizioni alla scuola primaria e secondaria sono cresciute complessivamente di circa il 30%, e nel 2024 gli studenti nel mondo hanno superato 1,4 miliardi. Oltre ciò, l’istruzione incontra anche il presente digitale, perché garantire competenze e strumenti adeguati, come discutiamo parlando di educazione digitale, è ormai parte integrante del diritto a imparare.

Back to School 2026: trasformare un rito in un impegno

Il ritorno a scuola del 2026 può essere qualcosa di più di una scadenza sul calendario. Può diventare un’occasione per ricordare che ogni banco vuoto, nel mondo, è un diritto negato, e che quel diritto si può ancora garantire.

Terre des Hommes lo fa concretamente, tutto l’anno, con progetti dedicati all’istruzione nelle aree urbane marginali e rurali più povere. Il nostro impegno per il Back to School dei bambini più vulnerabili significa, nella pratica:

  • pagare tasse scolastiche e materiale didattico dove le famiglie non possono permetterselo;
  • finanziare il trasporto verso la scuola e la costruzione o ristrutturazione di aule e servizi igienici;
  • abbattere le barriere che escludono i bambini con disabilità o discriminati per genere, etnia o a causa dei conflitti;
  • offrire formazione e aggiornamento agli insegnanti, perché la qualità dell’educazione cresca davvero;
  • allestire spazi protetti e percorsi di recupero per i bambini colpiti da guerre, catastrofi e migrazioni, così da facilitarne il rientro nel sistema scolastico.

Ogni bambina o bambino che torna in classe è una persona in meno esposta al lavoro minorile, ai matrimoni precoci, allo sfruttamento. Ogni minorenne che resta a scuola è un futuro che si riapre.

Ogni bambino ha diritto a un primo giorno di scuola

Il diritto all’istruzione è uno dei diritti più potenti che esistano, perché mette in moto tutti gli altri: la salute, il lavoro dignitoso, la libertà di scegliere la propria vita. Difenderlo significa investire non solo sul singolo bambino, ma sull’intera comunità che quel bambino, un giorno, contribuirà a costruire.

Terre des Hommes è in prima linea per combattere la povertà educativa e l’abbandono scolastico, perché nessuna bambina e nessun bambino restino indietro. Il Back to School che diamo per scontato per i nostri figli deve poter diventare realtà anche per chi, oggi, guarda le aule da fuori.

Puoi essere parte di questo cambiamento: scopri come sosteniamo il diritto all’istruzione nel mondo e aiutaci a garantire a ogni bambino il suo primo giorno di scuola con il Sostegno a Distanza: Con 0,82 centesimi al giorno grazie a te la vita di un bambino cambierà in modo concreto e reale: potrà studiare, essere curato, avere cibo nutriente, essere protetto da abusi e violenze. Con il tuo aiuto, potrà sperare in futuro davvero diverso.

 

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