La malnutrizione è un fenomeno che non ha a che fare solo con il cibo: è una violazione di un diritto fondamentale. Un bambino malnutrito, infatti, non ha semplicemente fame. È un bambino che non cresce e rimane più debole rispetto ai coetanei che mangiano regolarmente, che impara più lentamente, che si ammala più spesso e guarisce con più fatica. È un bambino il cui futuro viene scritto – e limitato – prima ancora che possa scegliere chi essere.
Malnutrizione acuta e malnutrizione cronica
Con il termine “malnutrizione” l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) indica uno squilibrio tra la quantità di cibo e di nutrienti necessari all’organismo per la crescita e il mantenimento di specifiche funzioni e la quantità di alimenti effettivamente assunta. Assume due volti:
- Malnutrizione cronica (stunting). Una condizione prolungata nel tempo e si sviluppa quando un bambino non assume abbastanza nutrienti (proteine, micronutrienti e calorie) per mesi o anni, in particolare durante i primi mille giorni di vita. Di conseguenza cresce meno di quanto dovrebbe, non solo in altezza ma anche dal punto di vista cognitivo. Secondo gli ultimi dati dell’Oms (relativi al 2024) 150,2 milioni di bambini sotto i cinque anni soffrono di stunting. Poco più della metà (il 51%) vive in Asia.
- Malnutrizione acuta (wasting). Si tratta di una condizione improvvisa o di breve periodo che si verifica quando c’è una rapida perdita di peso o un improvviso apporto nutrizionale estremamente insufficiente. Spesso è causata da carestie, malattie o emergenze umanitarie. È la forma più acuta e potenzialmente letale: può causare rapidamente deperimento grave e mettere a rischio la vita, soprattutto dei bambini piccoli. Secondo l’Oms, nel 2024 i bambini affetti da malnutrizione acuta erano oltre 42 milioni.
Le due forme spesso coesistono nello stesso bambino e nello stesso contesto: la malnutrizione cronica indebolisce le difese del bambino, rendendolo più vulnerabile alle crisi acute. È un circolo vizioso che si spezza solo con interventi strutturali, non solo d’emergenza.
Le cause principali della malnutrizione infantile
L’insicurezza alimentare rappresenta una delle cause strutturali più profonde della malnutrizione infantile a livello globale. Tra i fattori scatenanti, la crisi climatica gioca un ruolo sempre più determinante: si stima che nel 2023 gli eventi meteorologici estremi (siccità, cicloni e inondazioni) siano stati la causa primaria di alti livelli di insicurezza alimentare per 77 milioni di persone in 18 Paesi, tra cui 33 milioni di minori.
Un caso emblematico è quello dell’Etiopia, nell’area meridionale di Borena, dove una brutale siccità ha ucciso il bestiame, fonte vitale di cibo e reddito per le comunità pastorali locali, con i bambini più piccoli tra i soggetti maggiormente colpiti.
Ma sono le guerre il principale motore dell’insicurezza alimentare acuta. I conflitti armati trasformano la malnutrizione da emergenza cronica a catastrofe acuta, colpendo con brutalità sproporzionata i bambini e le bambine. Nei Paesi e nelle regioni interessati da conflitti i bambini hanno più del doppio delle probabilità di soffrire di malnutrizione rispetto ai coetanei che vivono in contesti di pace
Lo abbiamo visto, ad esempio, nella Striscia di Gaza: mesi di bombardamenti e blocco all’ingresso degli aiuti alimentari imposto dal governo di Israele hanno fatto collassare i sistemi nutrizionali e alimentari. In Sudan, dove si combatte dall’aprile 2023, si stima che oltre 770mila minori soffrano di malnutrizione acuta grave, la forma più letale, in un Paese in cui metà della popolazione è stata costretta a fuggire dalle proprie case.
Il terzo fattore identificato dal Word Food Program tra le cause della malnutrizione a livello globale sono inflazione e svalutazione monetaria, che nel 2024 hanno fatto crescere la fame in 15 Paesi, colpendo 59,4 milioni di persone, ancora quasi il doppio dei livelli pre-COVID nonostante un lieve calo rispetto al 2023.
L’impatto della guerra sulle forniture mediche
La guerra non uccide solo direttamente, lo fa anche interrompendo le catene di approvvigionamento, bloccando i porti, facendo impennare il prezzo del carburante da cui dipende tutto il resto: ospedali, trasporti, refrigerazione dei farmaci, distribuzione di cibo terapeutico.
Il recente conflitto in Iran, ad esempio, sta avendo conseguenze concrete e documentate su scala globale. Lo stop al traffico marino dovuto al blocco dello Stretto di Hormuz, ad esempio, impone alle organizzazioni umanitarie lunghe deviazioni per consegnare medicinali e alimenti salvavita. Il WFP e Save the Children, ad esempio, sono stati costretti a dirottare le spedizioni accumulando settimane di ritardo e milioni di dollari ai costi di trasporto. A pagarne il prezzo sono soprattutto i paesi che dipendono da quelle importazioni (come Afghanistan, Somalia, Sudan) dove l’aumento del prezzo del carburante fa lievitare quello del cibo e dei medicinali.
Interventi nutrizionali salvavita
Gli strumenti per combattere la malnutrizione infantile esistono, sono economici e la loro efficacia è documentata da decenni di esperienza sul campo:
- Alimenti terapeutici pronti all’uso (RUTF). La pasta di arachidi arricchita di micronutrienti (il Ready-to-Use Therapeutic Food) è il trattamento standard per la malnutrizione acuta grave. Non richiede refrigerazione, si conserva a lungo e può essere somministrata a domicilio senza personale medico. UNICEF ne è il principale acquirente a livello mondiale.
- Supplementazione con micronutrienti. Zinco, vitamina A, ferro e acido folico costano pochi centesimi per dose e riducono la mortalità infantile per diarrea, infezioni respiratorie e complicanze neonatali. Sono interventi a basso costo e alto impatto.
- Promozione e supporto all’allattamento al seno. I primi sei mesi di allattamento esclusivo al seno proteggono il neonato da infezioni e gettano le basi di uno sviluppo nutrizionale adeguato. La formazione delle madri e del personale sanitario in questo senso è uno degli investimenti più costo-efficaci in salute pubblica.
- Programmi di alimentazione scolastica. Garantire un pasto nutriente a scuola riduce la malnutrizione cronica, migliora la frequenza scolastica e alleggerisce il peso alimentare sulle famiglie più povere.
Gli interventi di Terre des Hommes per combattere la malnutrizione infantile
Terre des Hommes è attiva in molti contesti d’emergenza per combattere la malnutrizione infantile. Nelle zone più desertiche del Sahara in Mauritania abbiamo offerto cure mediche e supplementi nutrizionali ai bambini con malnutrizione acuta e cronica. Lo stesso è successo in Siria e a Gaza per i bambini sfollati a causa della guerra.
In vari paesi come lo Zimbabwe e l’Ecuador promuoviamo la creazione di orti scolastici e familiari per migliorare la dieta dei bambini.
Nei programmi di adozione a distanza un’attenzione particolare è dedicata alla salute dei bambini e delle bambine, facendoli seguire negli anni da pediatri per individuare eventuali problemi di sottopeso o carenze nutrizionali.
Se vuoi contribuire a sconfiggere la malnutrizione infantile puoi fare una donazione o adottare una bambina o un bambino a distanza











